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Vertenze | 23 Ott 2019
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Mondadori, 5 testate verso la vendita. Il sindacato: «Vigileremo sul rispetto delle norme a tutela dei giornalisti»

Ufficializzato il via libera alla verifica dell'offerta irrevocabile avanzata dall'editore Belpietro per l'acquisizione di TuStyle, Confidenze, Sale&Pepe, Cucina Moderna e Starbene. La Giunta Esecutiva della Fnsi e le Assostampa regionali: «Massima preoccupazione». Il Cdr: «Profonda amarezza».
La sede della Mondadori a Segrate (Foto: it.wikipedia.org)

Il consiglio di amministrazione di Mondadori ha ufficializzato il via libera alla verifica dell'offerta irrevocabile avanzata dall'editore Belpietro per l'acquisizione delle testate TuStyle, Confidenze, Sale&Pepe, Cucina Moderna e Starbene. «La Giunta Esecutiva della Federazione nazionale della Stampa italiana e la Consulta delle Associazioni Regionali di Stampa - si legge in una nota - guardano con la massima preoccupazione a questa ennesima conferma del disimpegno dal mondo della stampa periodica da parte della Famiglia Berlusconi, che, con la logica dello spezzatino, sta realizzando lo smantellamento di uno storico patrimonio editoriale italiano. Appoggeremo tutte le iniziative che i giornalisti AME metteranno in campo e vigileremo affinché siano rispettate tutte le normative a tutela dei colleghi che saranno coinvolti da questa operazione.

Di seguito il comunicato sindacale del Cdr Mondadori.
Continua l'operazione di sistematico smantellamento della Divisione Periodici dell'Arnoldo Mondadori Editore, con l'annuncio da parte dei vertici aziendali dell'imminente vendita a una newCo (la cui maggioranza sarà in mano alla società La Verità srl di Maurizio Belpietro) di cinque storiche testate del Gruppo: Confidenze, TuStyle, Starbene, Cucina Moderna e Sale & Pepe. Una decisione che, dopo la cessione di Panorama nel 2018, comporta un altro drastico taglio del personale giornalistico: saranno infatti una cinquantina i colleghi che lasceranno Palazzo Mondadori.
In attesa di verificare puntigliosamente le condizioni di questa cessione, il Cdr esprime profonda amarezza per una operazione che non solo appare come una sconfitta per tutti, ma autorizza e consolida i timori sulle intenzioni della proprietà di attuare nel futuro una totale dismissione dell'area periodici.

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