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Servizio pubblico 17 Feb 2016

Nuovi direttori di rete, l’Usigrai: “Ancora esterni, uno schiaffo a chi lavora in Rai”

Le anticipazioni sui nuovi vertici delle reti televisive del Servizio pubblico non sono piaciute all’Usigrai. “Salvo l'eccezione di Rai1, l'ennesima infornata di esterni: una sonora sfiducia e delegittimazione di tutti i dipendenti Rai”, scrivono in una nota i rappresentanti dei giornalisti, che invece salutano con favore i buoni risultati di Radio Rai per la quale, insieme al Cdr del Giornale radio, tornano a chiedere investimenti “anche alla luce dello shopping avviato sul mercato da un grande gruppo privato”.

Le anticipazioni sui nuovi vertici delle reti televisive del Servizio pubblico non sono piaciute all’Usigrai. “Salvo l'eccezione di Rai1, l'ennesima infornata di esterni: una sonora sfiducia e delegittimazione di tutti i dipendenti Rai”, scrivono in una nota i rappresentanti dei giornalisti, che invece salutano con favore i buoni risultati di Radio Rai per la quale, insieme al Cdr del Giornale radio, tornano a chiedere investimenti “anche alla luce dello shopping avviato sul mercato da un grande gruppo privato”.

Le nuove nomine ai vertici delle reti televisive del Servizio pubblico, anticipate oggi dal dg Campo Dall’Orto, non piacciono all’Usigrai. In una nota il sindacato dei giornalisti definisce «uno schiaffo a chi lavora in Rai» l’indicazione di professionisti esterni all’azienda di viale Mazzini. «Nei fatti, una sonora sfiducia e delegittimazione di tutti i dipendenti”, scrive l’Usigrai.
I nomi circolati, sui quali, ai sensi del nuovo statuto, il Cda sarà chiamato domani ad esprimere il suo parere obbligatorio, ma non vincolante, prima che il dg possa ufficializzare le nomine, sono quello di Andrea Fabiano a Raiuno, Ilaria Dallatana, a Raidue, Daria Bignardi, a Raitre, Angelo Teodoli, Rai4, e Gabriele Romagnoli alla direzione di Rai Sport.
«Se fossero veri i nomi anticipati dalle agenzie – è la posizione dell’Usigrai – saremmo di fronte a un fatto grave. Salvo l'eccezione di Rai1, l'ennesima infornata di esterni. Possibile che tra gli 11mila dipendenti non ci siano professionisti in grado di assumere ruoli di rilievo?», si chiede il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, che poi avvisa: «Così si dà corpo al pregiudizio, subito denunciano dall’Usigrai, nei confronti di tutti coloro che in questi anni hanno lavorato per il Servizio pubblico, assicurando il primato alla Rai in termini di ascolto e credibilità».
Primato ribadito anche dai risultati ottenuti da Radio Rai e resi noti proprio oggi. «Radio Rai è il marchio che cresce di più in tutto il settore radiofonico. Un risultato che dimostra ancora una volta la centralità dell’informazione, che i giornalisti del Giornale Radio si impegnano ogni giorno a fornire agli ascoltatori con passione e professionalità, sempre nel rispetto del Servizio pubblico» è il commento dei rappresentanti dei giornalisti Rai.
In quest’ottica, Usigrai e Cdr del Giornale Radio Rai tornano a rivolgersi al direttore Campo Dall’Orto per chiedere che l’azienda investa di più sul comparto radiofonico, per «promuovere e assecondare la crescita di un mezzo che dimostra, ogni giorno di più, di essere in grado di raccogliere la sfida dell’informazione crossmediale. Una urgenza assoluta alla luce anche dello shopping avviato sul mercato da un grande gruppo privato».
Prima delle anticipazioni sui nuovi direttori di rete, al direttore generale Usigrai e Cdr avevano chiesto anche di riaprire un confronto, alla luce degli ascolti registrati dal canale “all-news” Radio Uno, per recuperare gli spazi informativi cancellati due anni fa da Gr2, Gr3 e GrParlamento».

@fnsisocial

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