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La reporter Shireen Abu Akleh (Foto: Ansa)
Internazionale 12 Mag 2022

Omicidio di Shireen Abu Akleh, l'ambasciata di Palestina in Italia apre un 'libro di condoglianze'

Iniziate a Ramallah le esequie ufficiali della reporter uccisa mentre documentava una operazione dell'esercito di Tel Aviv nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Dopo Usa e Ue anche l'Onu chiede indagini indipendenti e trasparenti e di assicurare i responsabili alla giustizia. Mentre prosegue lo scambio di accuse fra israeliani e palestinesi sulle responsabilità dell'assassinio.

Un "libro di condoglianze" per Shireen Abu Akleh, la giornalista di Al Jazeera uccisa ieri, mercoledì 11 maggio 2022, mentre documentava una operazione dell'esercito israeliano nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Ne ha annunciato l'aperura, «nel piangere la scomparsa della giornalista palestinese», l'Ambasciata di Palestina in Italia. Il libro – informa la rappresentanza diplomatica – resterà aperto da lunedì 16 a mercoledì 18 maggio, dalle ore 13 alle ore 16, nella sede di viale Guido Baccelli 10, a Roma.

Oggi, con l'arrivo delle spoglie di Shireen Abu Akleh al palazzo presidenziale Muqata di Ramallah, sono cominciate le esequie ufficiali della 51enne giornalista che era anche cittadina americana. Ad attenderla l'intera leadership palestinese, a cominciare dal presidente Abu Mazen. Il camioncino col feretro è partito da un ospedale di Ramallah per arrivare alla Muqata scortato da ali di folla. La reporter – che era cristiana ortodossa – sarà inumata domani in un cimitero di Gerusalemme.

Prosegue intanto lo scambio di accuse fra israeliani e palestinesi sulle responsabilità dell'assassinio mentre, assieme agli attestati di stima per la corrispondente della tv con sede in Qatar e alle dichiarazioni di condanna per quanto accaduto, continuano ad arrivare da esponenti politici e istituzioni internazionali richieste di far luce sulla morte di Shireen Abu Akleh con indagini indipendenti e trasparenti.

«Gli operatori dei media dovrebbero poter svolgere il loro lavoro liberamente e senza molestie, intimidazioni o paura di essere presi di mira», dichiara il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che si dice «sconvolto» dall'uccisione della giornalista e, nel ribadire la sua «ferma convinzione che una stampa libera è essenziale per la pace, la giustizia, lo sviluppo sostenibile e i diritti umani», in una nota chiede alle autorità competenti di «assicurare che gli autori siano ritenuti responsabili».

Se per il Sindacato dei giornalisti palestinesi non vi sono dubbi che non di incidente si sia trattato, ma di un atto «deliberato e pianificato per assassinarla», da Anthony Bellanger, segretario generale della Federazione internazionale dei giornalisti, che sul tema del sistematico attacco ai giornalisti palestinesi ha presentato un esposto alla Corte penale internazionale (ICC), l'appello a Israele è a metterla «di mettere nel mirino e uccidere i giornalisti palestinesi».

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