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Padova, il Gip archivia una querela di un giornalista vittima di hate speech (Foto: pixabay.com)
Associazioni 04 Apr 2024

Padova, il Gip archivia una querela di un giornalista vittima di hate speech. Sgv: «Amarezza e sconcerto»

Il sindacato regionale: «Provvedimento da rispettare, ma le critiche sono legittime».

«Diffamare on line un giornalista non è reato. Lo ha stabilito di fatto il gip di Padova archiviando la querela presentata da un giornalista padovano, vittima di “hate speech” a seguito della pubblicazione di un articolo di cronaca giudiziaria». Lo riporta il Sindacato giornalisti Veneto con una nota pubblicata sul suo sito web mercoledì 3 aprile 2024.

«Come tutti i provvedimenti giudiziari – continua il comunicato - anche quello firmato da Maria Luisa Materia va rispettato, ma le critiche sono legittime. E dunque il Sindacato giornalisti Veneto non può che esprimere amarezza e sconcerto di fronte alle motivazioni dell’ordinanza di archiviazione che indicano come normale – e quindi accettabile –  insultare un giornalista sui social, tacciarlo di essere “un mentitore”, incolparlo di “inventarsi le notizie” e di “scrivere un sacco di balle”, definire il suo quotidiano “un covo di imbrattacarte di matrice sinistroide”. Citiamo le parole della giudice: “nel caso di specie non sono state adottate espressioni gratuitamente lesive dell’altrui reputazione o strumentalmente estese a sfere estranee allo specifico della contesa politica, visti i toni e le forme apprezzabili per contegno e moderazione, specialmente se si considera come viene utilizzato dall’utente medio lo strumento dei social network …”. Appellandosi al principio del “così fan tutti” diffamare chiunque – giornalisti, magistrati, politici, amministratori, avvocati, professori, operai, impiegati, ecc. – non è più un reato perseguibile.

Il sindacato regionale prosegue: «Inoltre non si comprende cosa possa c’entrare la “contesa politica” quando il bersaglio di tanto astio e odio social è un giornalista che fa il suo lavoro avendo come riferimento la verità dei fatti e la continenza nella loro esposizione. Non c’è offesa alla reputazione maggiore per un giornalista, se non quella di essere accusato di inventarsi le notizie: lede la sua dignità, la sua autorevolezza e la sua professionalità, garantite dal rispetto dei doveri deontologici. I leoni da tastiera invece di riversare on line livore e cattiverie perché non si sono rivolti alla magistratura se l’articolo contestato lo consideravano diffamatorio? Al contrario si sono affrettati a cancellare tutti i post contro il cronista quando hanno appreso che, con il sostegno del Sindacato giornalisti Veneto, aveva annunciato azioni legali».

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