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Libertà di informazione 24 Lug 2018

Perquisito cronista del Giornale di Brescia, Fnsi Alg e Gruppo Cronisti Lombardi: «Inaccettabile»

Sindacato e Gruppo di specializzazione esprimono solidarietà  al collega Andrea Cittadini e alla redazione del quotidiano. «Ci auguriamo che i vertici della magistratura si attivino per verificare se quanto accaduto sia coerente con lo stato di diritto che vige in Italia», dice il presidente dell'Assostampa Paolo Perucchini.

Un cronista di giudiziaria del Giornale di Brescia e collaboratore dell'Ansa, Andrea Cittadini, 33 anni, ha subito oggi una perquisizione di casa, auto e supporti informatici da parte dei carabinieri con il sequestro del cellulare e del tablet. È indagato per concorso in violazione di notizia coperta da segreto di indagine in relazione a due differenti inchieste: la scomparsa dell'imprenditore Mario Bozzoli, l'8 ottobre 2015, e quella di una giovane bresciana avvenuta nel febbraio 2017.

«A Brescia – è il commento di Federazione nazionale della Stampa italiana, Associazione Lombarda dei Giornalisti e Gruppo Cronisti Lombardi – l'antiterrorismo (con i Ros) va a caccia di chi spaccia notizie vere. È la scena assurda che si è consumata di prima mattina quando il collega Andrea Cittadini, cronista di nera e giudiziaria del Giornale di Brescia e corrispondente dell'agenzia Ansa, si è visto bussare alla porta da alcuni operativi del Ros. Su ordinanza del Pm di Brescia, gli sono stati sequestrati telefono e tablet per copiarne il contenuto ed è stato in seguito accompagnato in caserma con l'accusa di 'istigazione a fuga di notizie'. In pratica, come dire: 'Tu scrivi troppe notizie coperte dal segreto istruttorio'.

Alla Federazione nazionale della Stampa italiana, all'Associazione Lombarda dei Giornalisti e al Gruppo Cronisti Lombardi tutto ciò «ricorda scenari di repressione della libertà di informazione degni di regimi totalitari o di 'repubblichette' da Terzo Mondo», incalzano il sindacato dei giornalisti e il Gruppo Cronisti Lombardi, che esprimono solidarietà al collega Andrea Cittadini, e con lui alla redazione del Giornale di Brescia, e a tutti i giornalisti che operano sul territorio bresciano.

«Da qualche tempo Brescia si è trasformata in territorio off-limits per i giornalisti d'inchiesta. Tutto ciò, curiosamente, proprio da quando sono partite alcune inchieste, penali e giornalistiche, che riguardano il mondo vicino a chi opera in Procura – dice il presidente dell'Alg Paolo Perucchini -. Sorprende, spaventa e offende il comportamento di chi utilizza il potere d'indagine per intimidire chi fa informazione. Un comportamento inaccettabile che non può passare sotto silenzio: colpire le fonti giornalistiche di chi fa inchieste e le pubblica è l'esempio concreto di come chi esercita il potere d'indagine si eriga a nuovo inquisitore. Cercare di bloccare le fonti delle notizie vuol dire colpire al cuore il diritto all'informazione che, va ricordato, è un principio democratico tutelato dalla Costituzione italiana. Ci auguriamo che i vertici della magistratura si attivino immediatamente per verificare se quanto accaduto a Brescia sia coerente con lo stato di diritto che vige in Italia e prendano immediati provvedimenti se si dovessero riscontrare comportamenti al di là degli ordinari compiti d'indagine».

Giornalisti: perquisito cronista; Cdr, attacco libertà stampa
Il Comitato di redazione (Cdr) del Giornale di Brescia, «nel condannare con fermezza quanto accaduto al collega Andrea Cittadini gli esprime totale e piena solidarietà».
«Siamo di fronte – afferma l'organismo sindacale in una nota – ad un vero e proprio atto intimidatorio non solo nei confronti del singolo giornalista, ma di tutta la redazione; un attacco alla libertà di stampa e al diritto di cronaca che non intaccherà in alcun modo il nostro lavoro e la nostra continua ricerca  della verità».
«L'unica colpa del collega Andrea Cittadini, che si occupa prevalentemente di cronaca giudiziaria, è stata – viene sottolineato – quella di aver svolto con scrupolo e attenzione la sua attività professionale, come ha dimostrato quotidianamente con i suoi articoli. La Redazione del Giornale di Brescia, che da sempre si contraddistingue per la sua obiettività, proseguirà ogni giorno nel suo compito, ma anche nel suo diritto e dovere di informare senza alcun timore e senza nessun altro padrone se non il lettore». (Ansa – Milano, 24 luglio 2018)

Giornalisti: cronista perquisito; Cdr Bresciaoggi, rappresaglia
«Un atto di 'rappresaglia' che mette a rischio la libertà di stampa». Così il Cdr di Bresciaoggi ha commentato l'inchiesta aperta a carico del collega cronista di giudiziaria Andrea Cittadini.
«Da tempo – hanno affermato, in una nota, Giuseppe Spatola, Valentino Rodolfi e Luca Canini del Cdr – a Brescia si respira aria pesante. Il blitz ai danni del collega è da intendersi come un segnale per tutti i giornalisti bresciani. Comportamenti 'limite' partiti dopo alcune inchieste che riguardano il mondo vicino a chi opera in Procura. In questo senso da cittadini prima che da colleghi del cronista, spaventano i comportamenti messi in campo per intimidire chi dovrebbe informare liberamente e democraticamente». (Ansa – Milano. 24 luglio 2018)

 

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