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Associazioni | 09 Nov 2019
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Pescara, Lorusso all'Assemblea lavoro autonomo: «Importanti aperture dal governo, ora confronto a tutto campo»

«Ci auguriamo possa iniziare una fase di profonda concertazione perché solo con la concertazione si possono affrontare compiutamente le criticità del settore», ha osservato il segretario Fnsi. Durante l'incontro eletti i rappresentanti abruzzesi dei giornalisti non dipendenti: Orlando D'Angelo in Commissione nazionale; Stefania Sorge (presidente) e Luca Zarroli in Commissione regionale.
Ezio Cerasi e Raffaele Lorusso
Un momento dell'assemblea
Un momento dell'assemblea
I rappresentanti dei giornalisti lavoratori autonomi abruzzesi

I rapporti con il governo, le aperture del sottosegretario all'Editoria Martella, l'equo compenso per i giornalisti non dipendenti, il recepimento in Italia della direttiva europea sul copyright. Sono alcuni dei temi affrontanti dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, durante l'Assemblea dei lavoratori autonomi del Sindacato Giornalisti Abruzzesi riunita oggi, 9 novembre 2019, a Pescara. «L'intera professione vive una condizione difficile, che naturalmente si accentua sui lavoratori meno garantiti. Da questo punto di vista sarà fondamentale riprendere l'interlocuzione con l'esecutivo sulla definizioni dei criteri per l'applicazione del cosiddetto equo compenso, anche se al momento non c'è ancora una data per il confronto», ha anticipato Lorusso.

«È positivo – ha aggiunto – quanto annunciato nei giorni scorsi dal sottosegretario Andrea Martella, e quindi noi ci auguriamo di poter avviare con il governo un confronto a tutto a campo, che affronti tutte le criticità di un settore in profonda trasformazione, che ha affrontato e affronta pesanti ristrutturazioni con ripercussioni in termini di posti di lavoro che si perdono, ma anche di contrazioni delle vendite, di fatturati pubblicitari in calo».

Per il segretario Fnsi, «c'è un settore che ha bisogno di ripensarsi, ma va ripensato globalmente e sarebbe sbagliato mettere in campo misure che andassero a sostenere processi che già si sono compiuti ed esauriti negli anni passati, come le ristrutturazioni aziendali basate esclusivamente sulle uscite anticipate dal mondo del lavoro, i cosiddetti prepensionamenti, che non hanno consentito al settore quella ripresa che invece più volte era stata annunciata».

Le aperture dal parte del governo ci sono state, ha ribadito Lorusso, «la disponibilità e le dichiarazioni che sono arrivate sono assolutamente importanti. Noi – ha spiegato – giudicheremo gli atti e ci auguriamo che possa adesso esserci una fase di profonda concertazione perché soltanto con la concertazione si possono affrontare compiutamente le criticità di questo settore, che non sono poche. Non ci sono governi amici, esistono governi che si vogliono occupare di determinati temi o non se ne vogliono occupare. Adesso almeno c'è un clima di reciproco riconoscimento e rispetto».

Al contrario di quanto accaduto in precedenza, quando il sindacato ha contestato con forza quello che il segretario generale ha definito «un approccio politicamente e metodologicamente sbagliato, perché in sostanza prima è stato tagliato il fondo per il pluralismo dell'informazione, prima sono state gettate le premesse per diminuire il numero delle voci, andando colpire i giornali più piccoli, delle piccole comunità o che hanno determinati orientamenti ideali e ponendo dunque le premesse per ridurre un migliaio di posti di lavoro, dopodiché si è detto: 'Adesso possiamo confrontarci'. Questo approccio - ha evidenziato Lorusso - è assolutamente sbagliato, perché prima ci si confronta e poi eventualmente si vede quali possono essere le direttive di intervento e i temi sui quali intervenire».

In conclusione un accenno anche al tema del diritto d'autore, battaglia che la Federazione nazionale della Stampa sta portando avanti fin dal principio. «È necessario recepire anche in Italia la direttiva europea perché questo consentirebbe di riportare dentro al settore dell'informazione una serie di risorse che oggi non arrivano perché i contenuti giornalistici vengono scippati, se non rapinati, dai giganti della rete, sottraendo profitti alle imprese e molto spesso impedendo la giusta remunerazione del lavoro. Si tratta a questo punto di ristabilire il principio che il lavoro va sempre retribuito e va sempre riconosciuto, e se c'è qualcuno che realizza profitti sul lavoro e sugli investimenti effettuati da altri, è giusto che quel qualcuno, come dice la direttiva europea, venga chiamato a risarcire chi ha prodotto il contenuto», ha ripetuto Lorusso.

«Si tratta di un principio di civiltà e da questo punto di vista sono positive e incoraggianti le aperture che sono arrivate dal sottosegretario all'Editoria. Ci auguriamo di poter affrontare questo tema in tempi brevissimi», ha concluso il segretario generale della Fnsi.

@fnsisocial
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