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Internazionale | 08 Lug 2020
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Polonia, contro le querele temerarie l'aiuto concreto del consorzio Media Freedom Rapid Response

L'organismo, di cui fa parte anche l'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, al fianco delle giornaliste e dei giornalisti del quotidiano Gazeta Wyborcza, che in cinque anni ha ricevuto più di 55 querele. Come racconta Paola Rosà nel resoconto che riportiamo di seguito.
La redazione di Gazeta Wyborcza al lavoro (Foto: ecpmf.eu)

di Paola Rosà*

Dal 2015 Gazeta Wyborcza ha ricevuto più di 55 denunce e querele, tra cui richieste danni per diffamazione e presunti danni d'immagine e alla reputazione. Tra gli autori delle cause, anche Jarosław Kaczyński, il leader del partito Prawo i Sprawiedliwość (PiS) al governo, nonché la televisione di Stato e un'azienda pubblica. Si tratta inequivocabilmente di SLAPP, querele pretestuose, cause intentate con il principale scopo di intimidire la testata e silenziare il lavoro investigativo dei giornalisti. Tra le decine di cause che hanno effettivamente colpito Gazeta Wyborcza o che sono state anche solo minacciate, alcune prendono di mira articoli in cui si parla ad esempio dello scandalo privatizzazioni, della qualità delle mascherine importate dalla Cina per l'emergenza Covid-19, della presunta censura subita da un festival musicale e dei rapporti d'affari fra il leader del PiS e un imprenditore austriaco per la costruzione di un grattacielo.

Le cause sono state intentate non solo contro la testata, ma anche contro l'editore, contro Dorota Goluch che dirige il quotidiano e contro singoli giornalisti. Gli avvocati sono al lavoro da mesi, e le risorse da investire nella difesa sono molte. Di qui la decisione del consorzio Media Freedom Rapid Response di agire concretamente, mettendo sul piatto il contributo più alto investito finora nell'ambito del sostegno legale. Si tratta di 15mila euro, che Gazeta Wyborcza potrà usare a copertura delle spese legali, che altrimenti rischierebbero di metterne in pericolo la sopravvivenza.

Insieme ai partner del consorzio MFRR, OBCT auspica che ovunque, non solo in Polonia, si metta un freno all'uso pretestuoso delle cause legali come strumenti di intimidazione. Dal 2014 la piattaforma di monitoraggio Mapping Media Freedom  ha conteggiato più di 490 segnalazioni legate a casi di SLAPP, dalla Croazia alla Francia, da Malta alla Romania, e ogni volta l'impatto sulla libertà di espressione e sul libero esercizio dell'attività giornalistica è potente.

«Le cause e le minacce contro Gazeta Wyborcza - dichiara Flutura Kusari, consulente legale di ECPMF - dimostrano ancora una volta come l'abuso delle leggi serva a intimidire e censurare i media. Ecco perché è ancora più urgente che a livello europeo si implementino misure anti-SLAPP che scoraggino i politici e le imprese a fare causa ai giornalisti per metterli a tacere».

Il sostegno legale offerto dal consorzio MFRR in questo caso, 15mila euro, si concretizza in un contributo alle spese per garantire che giornalisti e testata possano rivolgersi ad avvocati in grado di difenderli contro le diverse querele e denunce. Perché insieme a Gazeta Wyborcza è minacciata anche la libertà di stampa in Polonia.

*L'articolo di Paola Rosà è pubblicato sul sito web dell'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (qui il link diretto)

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