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Da sinistra: Giuseppe Giulietti, Raffaele Lorusso e Vittorio Di Trapani
Servizio pubblico 30 Lug 2018

Rai, Fnsi e Usigrai scrivono al Cda: «Sulla nomina del presidente violate la legge e le prerogative del Consiglio»

In base alla riforma Renzi, il governo «ha il compito di designare, su proposta del ministro dell'Economia e delle finanze, due membri del Cda; ma certo non può nominare, neppure di fatto, il presidente», protesta il sindacato, pronto ad attivarsi «in ogni sede per l'effettivo ripristino della legalità ».

«L'indicazione (e, di fatto, la nomina, qualora questa divenisse efficace) da parte del governo del presidente del Cda Rai si configura come una palese violazione di legge». È quanto scrivono il segretario dell'Usigrai, Vittorio di Trapani, e il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, in una lettera aperta ai sette componenti del Cda Rai, con l'esortazione a «mettere in atto tutte le azioni necessarie a tutela dell'autonomia e della indipendenza» del Consiglio di amministrazione e dicendosi pronti a «attivarsi in ogni sede per l'effettivo ripristino della legalità».

Nei giorni scorsi, scrivono nella lettera (riportate in calce) i vertici di Fnsi e Usigrai in vista della riunione del Cda che dovrà nominare il presidente della tv pubblica, «è avvenuto un fatto di particolare gravità. Al termine della riunione del Consiglio dei ministri di venerdì 27 luglio, è stata diffusa la notizia dell''indicazione', da parte del governo, di Marcello Foa quale presidente della Rai. Al di là del comunicato ufficiale del governo, lo testimoniano chiaramente le dichiarazioni, diffuse anche attraverso i social, dei vicepresidenti del Consiglio dei Ministri, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e anche quelle del diretto interessato che  si dice 'orgoglioso ed emozionato per la nomina a Presidente della Rai'».

Luigi Di Maio che è anche responsabile del ministero dello Sviluppo economico, ministero che vigila sulla Rai. «L'indicazione del presidente da parte del Governo (una vera e propria nomina, da quanto è potuto emergere) svuota di ogni prerogativa sul punto il consiglio - incalzano Trapani, Lorusso e Giulietti – rendendo il voto dei consiglieri, di fatto, una mera ratifica di una decisione già assunta».

In base alla riforma Renzi, invece, il governo «ha il compito di designare, su proposta del ministro dell'Economia e delle finanze, due membri del Consiglio; ma certo non può nominare, neppure di fatto, il presidente». Tale nomina «è effettuata dal consiglio medesimo nell'ambito dei suoi membri e diviene efficace dopo l'acquisizione del parere favorevole, espresso a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, della commissione di Vigilanza».

La norma, così concepita, «è una novità, rilevantissima rispetto alla disciplina precedente contenuta nella cosiddetta legge Gasparri, per la quale era previsto che due membri del Cda, tra cui il presidente, sono invece indicati dal socio di maggioranza. L'indicazione (e, di fatto, la nomina, qualora questa divenisse efficace) da parte del governo del presidente del Cda Rai si configura dunque come una palese violazione di legge, anche attraverso la violazione delle prerogative e della libertà del Consiglio di amministrazione della Rai», insistono Usigrai e Fnsi, parlando di «indebita ingerenza», per di più «contraria ai principi costituzionali».

La lettera elenca quindi le pronunce più rilevanti della Corte sugli «adeguati poteri» da riservare al Parlamento per evitare che il controllo della Rai sia diretta espressione del potere  esecutivo, nonché le raccomandazioni del Consiglio d'Europa sull'indipendenza del servizio pubblico.

Di qui l'invito ai singoli componenti del Cda a «mettere in atto tutte le azioni necessarie a tutela dell'autonomia e della indipendenza dell'organismo di cui Lei è componente. La Fnsi e l'Usigrai, qualora dovessero riscontrare il perdurare delle violazioni normative così, allo stato, individuate – conclude la missiva – valuteranno l'ipotesi di attivarsi in ogni sede per l'effettivo ripristino della legalità».

PER APPROFONDIRE
Di seguito il testo della lettera inviata da Usigrai e Fnsi ai consiglieri di amministrazione Rai.

@fnsisocial

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