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Associazioni | 14 Nov 2019
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Regione Puglia, mobilità interna per sostituzioni all'ufficio stampa. Fnsi e Assostampa: «Avviso da revocare»

Nell'atto manca il requisito dell'iscrizione all'Ordine professionale. «Ancora una volta sarebbe stato auspicabile un confronto con i rappresentanti della categoria», ammonisce il sindacato, che chiede al presidente del Consiglio regionale, Loizzo, a fare immediata chiarezza sul caso.
Il presidente dell'Assostampa Puglia, Bepi Martellotta

«La legge 198/2016 recita: 'Nessuno può assumere il titolo né esercitare la professione di giornalista, se non è iscritto nell'elenco dei professionisti ovvero in quello dei pubblicisti dell'albo istituito presso l'Ordine regionale o interregionale competente. La violazione della disposizione del primo periodo è punita a norma degli articoli 348 e 498 del codice penale, ove il fatto non costituisca un reato più grave'». A ricordarlo sono Fnsi e Assostampa Puglia che, in una nota congiunta, ammoniscono: «Evidentemente i dirigenti del Servizio del Consiglio regionale pugliese che hanno firmato l'avviso con cui viene avviata la mobilità interna tra dipendenti per la sostituzione, rispettivamente in Categoria C e D, di due colleghi dell'ufficio stampa prossimi alla pensione, non ne hanno tenuto conto. Eppure, trattandosi di reclutamento per svolgere attività giornalistica in continuità nella redazione del Consiglio, nell'avviso andava come minimo prevista, tra i requisiti, l'iscrizione all'Ordine professionale, laddove – invece – vengono inserite attività definite 'protocollazione' che nulla sembrano avere a che fare con l'attività giornalistica».

Ancora una volta, incalza il sindacato, «sarebbe stato auspicabile un confronto con i rappresentanti della categoria destinataria dell'avviso interno, prima di promulgarlo. E invece nulla». A questo punto Assostampa Puglia e Fnsi si augurano, «vista la scadenza tra 10 giorni, l'immediata correzione e revoca dell'atto e invitano il presidente del Consiglio regionale, Loizzo, a fare immediata chiarezza sul caso».

Sarebbe paradossale, concludono, «che il 'Parlamento' della Regione Puglia, chiamato a legiferare nel rispetto della Costituzione e delle normative vigenti dello Stato, si esponga ad illegittimità addirittura penali reclutando personale interno che non ha l'abilitazione professionale per svolgere attività giornalistica in un settore del Consiglio, l'ufficio stampa, codificato perfino da una legge regionale (la 14/87). A meno che l'intento non sia proprio quello di indebolire l'autonomia e la professionalità del servizio sinora svolto a tutela dell'informazione dei cittadini».

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