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Giovanna Casadio (Foto: ImagoEconomica/Fnsi)
Lutto 17 Feb 2026

Repubblica, addio a Giovanna Casadio «gentildonna del giornalismo politico». Il cordoglio della Fnsi

Cronista parlamentare per 25 anni al giornale fondato da Eugenio Scalfari, era «quella che non si sottrae mai quando c’è da lavorare», «stimata dai colleghi, dai lettori e anche dal mondo della politica, persino dagli avversari di Repubblica, perché abbondava di una qualità sempre più rara: la credibilità», ricorda Francesco Bei sul sito web del quotidiano martedì 17 febbraio 2026.

La redazione di Repubblica piange la collega Giovanna Casadio, «caparbia gentildonna del giornalismo politico», come scrive Francesco Bei martedì 17 febbraio 2026 sull'edizione online del quotidiano.

Cronista parlamentare per venticinque anni al giornale fondato da Eugenio Scalfari, era «quella che non si sottrae mai quando c’è da lavorare», «stimata dai colleghi, dai lettori e anche dal mondo della politica, persino dagli avversari di Repubblica, perché abbondava di una qualità sempre più rara sul mercato del giornalismo: la credibilità», ricorda ancora Bei.

E poi c'era l'altro aspetto, quello che «non si vedeva sulle pagine del giornale ma nella vita quotidiana in redazione; Giovanna era umanamente di una bellezza incredibile, generosa, persino materna verso i più giovani o chi aveva bisogno di aiuto. Delicata e attenta». Insomma, «una gentildonna del giornalismo».

Giornalista, ma anche scrittrice, «e nei suoi libri – prosegue il ricordo – si può leggere la complessità di questa donna, che dentro di sé abbracciava la differenza e la ricchezza dei vari filoni culturali del centrosinistra». Aveva scritto un libro-intervista con Emma Bonino, un altro con Rosy Bindi, «due libri con due donne-mito dell’area democratica, che poi era il suo modo di far emergere la questione femminile, un tema che le stava molto a cuore anche se non amava ostentarlo o trasformarlo in una clava contro qualcuno».

L’altra cifra, oltre alla serietà, era «la sobrietà» aggiunge Bei, che ricorda infine il legame con il marito, il collega Mauro Porcù, e i figli, e con le tre città di mare dove la vita l’aveva portata: Genova, Trapani e Salerno.

Generosa con tutti, disponibile sempre, «forse per questo era così appassionata di politica, per questo si arrabbiava, perché pensava che la politica dovesse portare più giustizia, non meno, più diritti, più libertà, più uguaglianza. Non si è mai lasciata andare al cinismo», conclude il collega nel pezzo di commiato, ma «continuava a credere che la politica potesse essere racconto di una cosa importante, che riguarda la vita delle persone. E noi, te lo promettiamo, continueremo a crederlo con te».

Classe 1954, giornalista professionista iscritta all’Ordine dal 1986, Giovanna Casadio se n'è andata dopo una dura malattia. Ai familiari, ai colleghi e amici che hanno potuto conoscere e apprezzare Giovanna rivolge un commosso abbraccio la Federazione nazionale della Stampa italiana.

@fnsisocial

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