«L’annunciata vendita del gruppo Gedi, intero o a pezzi, continua ad essere avvolta nel mistero». Lo denuncia Comitato di redazione di Repubblica che, in una nota pubblicata venerdì 30 gennaio 2026 anche sul sito web del giornale, spiega: «Ieri abbiamo incontrato i vertici della società, che alle nostre domande hanno risposto con una lunga imbarazzante sequela di "non sappiamo". Questo a ridosso del 31 gennaio, data in cui dovrebbe concludersi la già rinnovata trattativa esclusiva tra Exor e Antenna group che va avanti da ben cinque mesi».
Come fatto già in passato, il Cdr torna quindi a chiedere a Exor «un incontro urgente con un rappresentante del venditore, e non con i vertici di una società in vendita, in grado di dare alle 1.300 persone che lavorano in Gedi delle risposte chiare e non più rinviabili anche rispetto a ciò che da mesi abbiamo posto sul tavolo: garanzie occupazionali e democratiche. La redazione – rimarcano i giornalisti – sta vivendo questo passaggio con sempre maggiore ansia e preoccupazione, lavorando con la passione e l’impegno di sempre, cosa che ci ha permesso di raggiungere i risultati prefissati per il 2025. Lo stato di incertezza però fa male all’azienda e al giornale, dal punto di vista economico e della reputazione pubblica».
Il Cdr ribadisce poi che «da parte nostra stiamo utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione per tenera alta la guardia, sia sindacali classici, come il blocco delle iniziative speciali, che di mantenimento dell’attenzione pubblica su una vertenza che riguarda un asset fondamentale per il sistema editoriale italiano. Continueremo a farlo. In assenza di risposte immediate alle nostre richieste prenderemo le nostre decisioni su ulteriori azioni di lotta. Anche in questo passaggio – concludono i rappresentanti sindacali – risulta chiaro chi ha a cuore il bene della testata e delle persone che ci lavorano e chi invece non sembra avere alcuna cognizione del mondo attorno a sé». (mf)