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Sciopero dei giornalisti del gruppo Sae, la solidarietà dei Cdr di Gedi News Network
Vertenze 12 Mag 2021

Sciopero dei giornalisti del gruppo Sae, la solidarietà dei Cdr di Gedi News Network

«Amarezza» dei rappresentanti sindacali per la proposta di ricorso agli ammortizzatori sociali degli editori di Tirreno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. «Assistiamo ad una lenta agonia che ora potrebbe far scomparire questi giornali, ma siamo consapevoli che nessuno è al riparo da questo sistema di dismissione», rilevano.

«Apprendiamo con amarezza la proposta di ricorso agli ammortizzatori sociali proposta dal Gruppo Sae ai redattori, nostri ex colleghi, del Tirreno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. Le assemblee dei redattori l'hanno respinta all'unanimità e hanno dato mandato ai Comitati di indire un pacchetto di giorni di sciopero (oltre a quello odierno) deliberando l'immediata proclamazione dello stato di agitazione fino a quando l'azienda non ritirerà la sua "proposta" non trattabile». Così, in una nota, il Coordinamento dei Cdr del Gruppo Gnn.

«Abbiamo percorso un lungo cammino insieme – proseguono i Comitati di redazione –, abbiamo rappresentato, insieme, una risorsa importante per il nostro gruppo editoriale. Nel dicembre scorso il gruppo Gedi ha deciso di cedere i quattro giornali a un nuovo gruppo imprenditoriale. Ma non possiamo dimenticare che la sorte toccata ai nostri ex colleghi poteva e potrebbe essere anche la nostra. Ormai il settore editoriale sta scomparendo sotto l'inesorabile crollo dei ricavi. Occorre che la politica, le istituzioni si facciano carico di trovare una soluzione diversa da quella del business, che metta al riparo il patrimonio dell'informazione professionale e di qualità. Vicende come quella che sta riguardando quattro ex testate del nostro gruppo, che segue altre simili, rilevate da progetti imprenditoriali lanciati in pompa magna, dopo pochi mesi si sono rivelate una mattanza sociale; la credibilità annunciata, subito svanita».

Concludono i rappresentanti sindacali: «Assistiamo ad una lenta agonia che ora potrebbe far scomparire questi giornali, ma siamo consapevoli che nessuno è al riparo da questo sistema di dismissione. Il mondo dell'informazione dovrà prima o poi svincolarsi dagli stretti ingranaggi dell'imprenditoria: la politica, il governo dovranno prendersene carico. Augurandoci che questo avvenga, ci stringiamo con affetto ai nostri colleghi, testimoniando loro la nostra solidarietà».

@fnsisocial

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