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Giudiziaria 14 Feb 2006

Serventi Longhi, non esprimo solidarietà a Feltri ma su questo problema serve una riflessione: “Occorre difendere i giornalisti ma anche i cittadini” Le reazioni dei politici

''Non esprimo solidarietà a Vittorio Feltri, anche se tutte le condanne al carcere di giornalisti suscitano riprovazione. E' però necessaria una riflessione collettiva, da parte della magistratura, della politica e dell'informazione, sui temi che riguardano la libertà di espressione, la libertà dei giornalisti.

''Non esprimo solidarietà a Vittorio Feltri, anche se tutte le condanne al carcere di giornalisti suscitano riprovazione. E' però necessaria una riflessione collettiva, da parte della magistratura, della politica e dell'informazione, sui temi che riguardano la libertà di espressione, la libertà dei giornalisti.

Dobbiamo contemperare il diritto dei cittadini ad essere informati con la grande responsabilità che noi abbiamo di non offendere la dignità delle persone''. Il segretario della Federazione nazionale della stampa commenta così la condanna a un anno e mezzo di carcere inflitta a Vittorio Feltri. ''Non commentiamo le sentenze'', premette il leader del sindacato dei giornalisti, che ricorda però di avere ''più volte'' espresso il suo giudizio su ''un modo di fare giornalismo che trovo sopra le righe''. ''Certo -aggiunge Serventi Longhi- tutte le condanne di giornalisti al carcere suscitano riprovazione: il giornalista non ruba, non uccide, non compie atti materiali. E' la penna che colpisce e ferisce. E la penna fa male, dobbiamo esserne responsabili. Anche se bisogna distinguere i reati di opinione, che non esistono perché ciascuno è libero di esprimere la propria opinione, da quelli contro la persona''. Il leader della Fnsi esprime comunque l'auspicio che ''il prossimo Parlamento ponga mano finalmente ad una legge sulla diffamazione che venga incontro ai due principi, equilibrandoli: difenda i giornalisti, senza sconti per nessuno, e sappia anche difendere i cittadini''. ''Noi saremo pronti a discuterne con il nuovo governo e con il nuovo Parlamento'', assicura Serventi Longhi. (ADNKRONOS) TESTONI (FI), SCONCERTANTE CONDANNA DI FELTRI PER UN ARTICOLO CHE NON HA MAI SCRITTO ''La condanna ad un anno e mezzo di carcere per Vittorio Feltri è sconcertante e imbarazzante in un Paese dove tutti si riempiono la bocca con gli elogi alla libera stampa'': lo afferma Piero Testoni Responsabile Editoria di Forza Italia. ''E' una condanna - spiega Testoni - per un articolo che Feltri non ha mai scritto e che, nella sua qualità di semplice direttore editoriale, non ha neppure autorizzato. O forse si tratta di quel genere di condanna esemplare, imposta in primo grado da un giudice monocratico, per dare una lezione ad un direttore controcorrente? Non c'è bisogno di buttarla in politica per segnalare il bisogno di una riflessione che dovrebbe riguardare i difensori della libertà di stampa a senso unico''.(ANSA) FINI, SOLIDARIETA' A FELTRI ''Desidero esprimere la mia solidarietà a Vittorio Feltri che subisce una dura condanna per non aver commesso il fatto. Mi auguro che quanto accaduto al direttore di 'Libero' sproni i senatori a varare la legge sulla depenalizzazione dei reati di opinione che langue a palazzo Madama'': lo afferma il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini. (ANSA) BIONDI, SENTENZA FELTRI PROVA CRISI GIUSTIZIA La sentenza contro Feltri ''fornisce la prova di quella crisi della giustizia che non è data dalle statistiche dell'inaugurazione dell'anno giudiziario ma da uno strapotere discrezionale di chi pensa di usare le sentenze come affermazioni di un potere senza vincoli e senza limiti''. Lo afferma Alfredo Biondi (FI), vice presidente della Camera. ''Certo - aggiunge - è previsto l'appello ma questo nulla toglie alla gravità della decisione di primo grado''. ''C'è chi dice - spiega Biondi - che bisogna attendere le motivazioni per criticare le sentenze. Questa volta non c'è ipocrisia e non c'è motivazione che giustifichi l'incredibile gravità e l'ingiusta entità della pena erogata a Feltri, inusitata nel reato di diffamazione a mezza stampa''. (ANSA)

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