Nel corso dell'ultima riunione, il direttivo del Sindacato Giornalisti Abruzzesi ha esaminato la situazione dei quotidiani presenti in regione, a partire dal Centro, che affronta la fase conclusiva dello stato di crisi con l'uscita degli ultimi giornalisti per prepensionamento.
«Particolare attenzione – spiega il sindacato regionale in una nota diffusa lunedì 20 luglio 2026 – è stata data al Messaggero, a causa del progressivo impoverimento dell'edizione abruzzese. Nel quotidiano romano, presente in regione con pagine dedicate da quasi settant'anni, è in atto da tempo un esodo di giornalisti, strutturati e collaboratori, non compensato da nuovi innesti. L'ultima uscita per prepensionamento, a settembre 2024, ha dato luogo, come da accordi, a un'assunzione a termine non rinnovata dall'azienda alla scadenza dei 12 mesi. Successivamente, post stato di crisi, ben tre colleghi capiservizio e un redattore giovane hanno lasciato volontariamente il giornale, chiaro sintomo di crescente disagio professionale, e alle loro uscite ha fatto seguito soltanto un'assunzione ex articolo 36, poi tramutata in articolo 1, e il trasferimento da Roma di una collega grafica».
Per il sindacato abruzzese, «assume poi i caratteri di una vera fuga l'abbandono dei collaboratori, in particolare delle pagine provinciali di Pescara e Teramo, destinato a impoverire ulteriormente i contenuti dell'edizione. Ultimo segnale negativo, a giudizio del sindacato, è la soppressione di due pagine provinciali dell'Aquila e Pescara, che si aggiunge alla soppressione della pagina provinciale di Teramo, da tempo sostituita con una pagina di spettacoli».
Il Sindacato Giornalisti Abruzzesi esprime «preoccupazione per l'evidente processo di disimpegno del Messaggero da una regione di storico radicamento, ulteriormente testimoniato dal coordinamento dell'edizione affidato a un caporedattore basato in Umbria. Si interrompe così, dopo 34 anni, l'autonomia dell'edizione Abruzzo. La preoccupazione del sindacato – conclude Sga – riguarda l'impoverimento complessivo dell'offerta informativa regionale e i possibili contraccolpi occupazionali determinati dalla scomparsa di uno storico presidio del giornalismo abruzzese». (mf)