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Diffamazione 03 Dic 2013

Siddi: sconcerto e perplessità per la condanna di Fazzo

“Suscita disagio, sconcerto e perplessità la condanna del collega Luca Fazzo, cronista giudiziario de Il Giornale, a sette mesi di reclusione senza condizionale per il reato di diffamazione a mezzo stampa, ancorché non si conoscano ancora le motivazioni della sentenza. Le sentenze di primo grado, come questa che ha condannato il collega Fazzo, sono appellabili e per questo confidiamo in una tempestiva riforma del giudizio.

“Suscita disagio, sconcerto e perplessità la condanna del collega Luca Fazzo, cronista giudiziario de Il Giornale, a sette mesi di reclusione senza condizionale per il reato di diffamazione a mezzo stampa, ancorché non si conoscano ancora le motivazioni della sentenza. Le sentenze di primo grado, come questa che ha condannato il collega Fazzo, sono appellabili e per questo confidiamo in una tempestiva riforma del giudizio.

Il cronista giudiziario de Il Giornale si è limitato a riportare documenti certi e conosciuti, contenuti in verbali della Magistratura. Occorre riflettere se si possa realizzare il reato di diffamazione a mezzo stampa soltanto per aver divulgato fatti noti e acclamati. Nessun diritto all’oblio può essere invocato per giustificare una condanna cosi pesante soltanto per aver riferito fatti e atti processuali. Ancora una volta un ennesimo atto di ingiustizia è una brutta figura della Magistratura, che continua a non tenere in alcun conto i reiterati interventi della Corte Europea che giudica sproporzionata la pena detentiva per i reati di stampa. Ancora un caso che impone al legislatore di intervenire senza ulteriori indugi per cancellare dalla nostra legislazione norme che non rispondono ai valori di una matura civiltà democratica”.

 

 

 

 

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