«Non si sono registrati progressi nell'iter legislativo relativo alla riforma sulla diffamazione, sulla tutela del segreto professionale e delle fonti giornalistiche. Pertanto, si raccomanda all'Italia di portare avanti la riforma garantendo al contempo la libertà di stampa, tenendo conto degli standard europei in materia». È quanto si legge nelle raccomandazioni all'Italia allegate al Rapporto sullo Stato di diritto 2026 pubblicato venerdì 17 luglio 2026 dalla Commissione Ue. L'esecutivo europeo richiama inoltre il governo italiano sull'accelerazione sulle riforme ancora ferme in materia di conflitti di interesse, lobbying, finanziamento della politica e tutela della libertà di stampa e si raccomanda di istituire un'Autorità nazionale per i diritti umani tenendo conto dei Principi di Parigi delle Nazioni Unite.
Quanto alla protezione dei giornalisti, «sono stati presentati progetti di emendamento per introdurre specifiche circostanze aggravanti per i reati contro i giornalisti professionisti», si legge nel testo del Rapporto. Ma «le aggressioni fisiche e altre forme di intimidazione continuano a destare preoccupazione», mentre «proseguono le indagini sul caso Paragon, anche per identificare i responsabili dell'utilizzo del software spia contro i giornalisti italiani».
E ancora: «Le condizioni di lavoro precarie - si legge - e l'esposizione ad attacchi, minacce e altre forme di intimidazione, anche attraverso azioni legali vessatorie, alcune delle quali identificate come Slapp, continuano a rappresentare motivo di preoccupazione per i giornalisti», rimarca la Commissione, appena pochi giorni dopo la notizia della procedura di infrazione a Roma per non aver recepito integralmente la direttiva anti-Slapp.
«Ringrazio la Commissione europea per il faro acceso ancora una volta sull'informazione in Italia. Da un anno all'altro i temi sono purtroppo sempre gli stessi e più volte segnalati dalla Fnsi: norme sulla diffamazione a mezzo stampa, recepimento dell'Emfa, querele temerarie, spionaggio dei giornalisti attraverso spyware, tutela del servizio pubblico e delle sue risorse», commenta Alessandra Costante, segretaria generale Federazione nazionale della Stampa italiana.
«Ma c'è un tema - incalza Costante - che li attraversa tutti, ovvero la libertà e l'indipendenza dei giornalisti italiani: nessun giornalista può essere libero e indipendente se è economicamente ricattabile. E questo in Italia accade a migliaia di giornalisti precari e migliaia di giornalisti dipendenti ai quali viene fatto pagare il conto della crisi del sistema attraverso il mancato rinnovo del contratto scaduto 10 anni fa. Una vergogna tutta italiana».
Nel rapporto finiscono anche l'attentato a Sigfrido Ranucci del 16 ottobre 2025 e l'irruzione di manifestanti nella redazione della Stampa, a Torino, nel giorno dello sciopero indetto dalla Fnsi venerdì 28 novembre. La Commissione rileva poi «preoccupazioni» riguardo ai rischi per «il funzionamento indipendente e la sostenibilità finanziaria» della Rai - anche se su quest'ultimo punto sono registrati «progressi» - citando, fra l'altro, «il ritardo nella nomina del presidente del cda» e ricordando che «al fine di allinearsi con l'Emfa, un progetto di proposta di riforma delle norme di governance e finanziamento della Rai è attualmente all'esame del Parlamento».
«Il nostro obiettivo, in qualità di Commissione, è garantire la piena attuazione della legge europea sulla libertà dei media sotto tutti gli aspetti», inclusa «la garanzia dell'indipendenza dei media di servizio pubblico e anche la garanzia di un livello adeguato di finanziamenti, affinché possano svolgere il loro importante lavoro», dice il commissario Ue alla Giustizia Michael McGrath in conferenza stampa in merito alla riforma Rai in Italia.
Il Rapporto sullo Stato di diritto della Commissione europea, giunto alla settima edizione, valuta la situazione nei 27 Paesi dell'Unione e, per la seconda volta, anche in quattro Paesi candidati all'adesione (Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia), passando al vaglio quattro settori: giustizia, lotta alla corruzione, libertà dei media e sistema di pesi e contrappesi istituzionali.
Nel capitolo dedicato ai media, il rapporto evidenzia le riforme in corso in tutta Europa per adeguare le legislazioni nazionali al Media Freedom Act, con misure per rafforzare l'indipendenza e il finanziamento dei media di servizio pubblico e aumentare la trasparenza nella pubblicità istituzionale, e sottolinea il rafforzamento delle iniziative a tutela dei giornalisti e il sostegno all'attuazione della direttiva anti-Slapp contro le querele bavaglio. (mf)
Usigrai: «Rischi per l'indipendenza della Rai, il governo ascolti l'allarme della Ue»
Criticità nella governance e incertezza sul finanziamento dell'azienda. I punti chiave che inducono la Commissione Europea a esprimere preoccupazione sull'indipendenza della Rai nel rapporto sullo Stato di diritto 2026 confermano i timori e l'allarme lanciato più volte dal Sindacato nel corso di questi anni. L'assenza di un presidente, il blocco della Vigilanza, i 10 milioni di euro del canone destinati ad altri scopi sono tutti colpi al cuore dell'autonomia dell'azienda. E se lo stesso report dell'Ue sostiene come i progetti di riforma allo studio del Parlamento non bastino per garantire indipendenza e autonomia finanziaria, è chiaramente necessario che il governo e tutte le forze politiche facciano la loro parte per realizzare una vera riforma della governance, seguendo i principi dell'Emfa. Solo così la Rai potrà davvero essere esempio di indipendenza, non solo rispetto alle valutazioni della Commissione Europea ma soprattutto nei riguardi dei cittadini che pagano il canone.
Esecutivo Usigrai