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Internazionale | 03 Lug 2020
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WikiLeaks, 40 organizzazioni internazionali chiedono al Regno Unito di liberare Julian Assange

Accusato dagli Usa, che hanno rivolto a Londra richiesta di estradizione, ai sensi dell'Espionage Act del 1917 per la pubblicazione, tra il 2010 e il 2011, di documenti relativi, fra l'altro, alle guerre in Iraq e Afghanistan, «se condannato - spiega la Ifj - rischierebbe fino a 175 anni di carcere: una condanna a morte».
La campagna internazionale per chiedere il rilascio di Julian Assange

La Federazione internazionale dei giornalisti e decine di organizzazioni per la libertà di stampa, i diritti umani e il diritto alla privacy di tutto il mondo – fra cui anche Reporter senza frontiere, Pen International e Articolo19 – hanno sottoscritto una lettera aperta, promossa dalla Courage Foundation, rivolta al governo britannico in cui si chiede il rilascio immediato del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. «Su Assange, che oggi, 3 luglio, compie 49 anni, pende una richiesta di estradizione negli Stati Uniti, dove è incriminato, ai sensi dell'Espionage Act del 1917, per la pubblicazione, tra il 2010 e il 2011, di documenti relativi, fra l'altro, alle guerre in Iraq e Afghanistan. Se condannato rischierebbe fino a 175 anni di carcere, "l'equivalente di una condanna a morte», si legge sul sito web della Ifj.

«Queste [accuse] sono un'escalation senza precedenti di un assalto già inquietante al giornalismo negli Stati Uniti, dove il presidente Donald Trump ha definito i media "nemico del popolo". Mentre i precedenti presidenti hanno perseguito gli informatori e altre fonti giornalistiche ai sensi dell'Espionage Act per aver rivelato informazioni classificate, l'amministrazione Trump ha compiuto l'ulteriore passo di voler perseguire chi queste informazioni le ha pubblicate», scrivono i firmatari dell'appello.

«L'incessante caccia del governo americano nei confronti di Julian Assange rappresenta una grave minaccia per i giornalisti di tutto il mondo e per il diritto del pubblico ad essere informato», afferma Barry Pollack, avvocato di Assange negli Usa.

Anche le organizzazioni per la libertà di stampa avevano avvertito sin dal suo arresto, nell'aprile 2019, che «una eventuale condanna negli Stati Uniti per il fondatore di WikiLeaks – un cittadino australiano che operava in Europa e che aveva ottenuto asilo e cittadinanza dall'Ecuador – avrebbe "criminalizzato" la libertà di informazione in tutto il mondo, permettendo agli Stati Uniti di dettare la linea su ciò che i giornalisti possono pubblicare anche oltre i confini americani. Il Regno Unito, che sta trattenendo Assange per conto degli Usa, ha il potere di fermare il processo di estradizione e lasciarlo libero immediatamente», incalzano i firmatari della lettera aperta.

«Chiediamo al governo del Regno Unito – conclude la missiva – di rilasciare Julian Assange senza ulteriori indugi e di bloccare la sua estradizione negli Stati Uniti, una misura che potrebbe salvare la vita del signor Assange e preservare la libertà di stampa che il Regno Unito si è impegnato a sostenere a livello globale».

PER APPROFONDIRE
L'articolo integrale è pubblicato sul sito web della Ifj (qui), dove è anche disponibile il testo completo della lettera-appello inviata al governo britannico.

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