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Chiara Valentini nel 2015 (Foto: ImagoEconomica/Fnsi)
Lutto 08 Gen 2026

Addio a Chiara Valentini, biografa di Berlinguer

La giornalista, scrittrice e saggista aveva 84 anni. È stata a lungo firma di Panorama e L'Espresso, si è molto occupata della condizione della donna.

È morta a Roma all’età di 84 anni la giornalista, scrittrice e saggista Chiara Valentini, a lungo firma di Panorama e L'Espresso. La cronista, che si è molto occupata della condizione della donna, oltre che di politica, era nota come biografa di Enrico Berlinguer. Era la moglie di Aldo Tortorella, storico dirigente del Pci, scomparso all'età di 98 anni il 5 febbraio 2025.  L'annuncio della scomparsa, riporta l'Adnkronos, è stato dato giovedì 8 gennaio 2026 dalla figlia Teresa, che in un necrologio la ricorda come «giornalista libera, rigorosa, femminista convinta e madre libera». I funerali si svolgeranno in forma privata a Parma, dove era nata il 16 luglio 1941.

Chiara Valentini si laurea in giurisprudenza con una tesi sul delitto d'onore. In seguito ad una collaborazione con il Corriere della Sera per la pagina dedicata ai giovani, nel 1968 Valentini viene selezionata fra 1.300 candidati al primo concorso pubblico Rai per telecronisti. Non è tra i 23 vincitori, ma poco dopo entra ugualmente in Rai e fa apprendistato con professionisti del calibro di Nuccio Fava, Giancarlo Saltalmassi, Paolo Frajese, Bruno Pizzul e Bruno Vespa.

A fine anni '60 accetta la proposta del direttore Lamberto Sechi ed entra a Panorama. Per il settimanale scrive di contestazione e di femminismo diventando in seguito la prima caposervizio donna nel settore cultura. Nel 1977 pubblica il suo primo libro: "La storia di Dario Fo" (Feltrinelli), cui seguono "Dall'interno della guerriglia (Mondadori, 1978), un'inchiesta sul terrorismo in Europa, scritta con i colleghi di Panorama Romano Cantore e Carlo Rossella, e "Care compagne" (Editori Riuniti, 1979), sul femminismo nel Pci e nel sindacato, con Laura Lilli. A metà degli anni '80 si trasferisce a Roma per seguire la politica nazionale.

Nel 1985 pubblica la biografia "Il compagno Berlinguer" (Mondadori), cui fa seguito nel 1987 "Berlinguer il segretario" (Mondadori). Passata al settimanale L'Espresso segue le vicende dell'ultima Unione Sovietica e della prima Russia e le vicende politiche della fine della Prima Repubblica e pubblica "Il nome e la cosa" (Feltrinelli, 1990), sulla crisi del Pci e la sua trasformazione dopo la caduta del Muro di Berlino. Negli anni '90 si dedica alla condizione delle donne e dopo un reportage sugli stupri etnici in Bosnia scrive il pamphlet "L'arma dello stupro" (La Luna, 1993, con Elena Doni).

In seguito scrive "Le donne fanno paura" (Il Saggiatore, 1997), che indaga a fondo le discriminazioni verso le donne che ancora sussistono nel nostro Paese, e contribuisce ai volumi "Il Novecento delle italiane. Una storia da raccontare" (Editori Riuniti, 2001, a cura del gruppo Controparola) e "Amorosi assassini" (Laterza, 2008). Successo ha avuto "La fecondazione proibita" (Feltrinelli, 2004), uscito in occasione del referendum sulla fecondazione assistita. I suoi ultimi libri sono "O i figli o il lavoro" (Feltrinelli, 2012) e "Enrico Berlinguer" (Feltrinelli, 2014).

Chiara Valentini è stata «una vera militante del femminismo della prima ora», come la ricorda il gruppo di giornaliste e scrittrici Controparola, di cui è stata una delle fondatrici. «Era autorevole Chiara, sia nel parlare che nello scrivere, e il suo sguardo originale su ogni avvenimento negli anni ci è stato di stimolo. Indagare, capire, raccontare con onestà per andare oltre l'apparenza. Grazie Chiara!», scrivono in un messaggio di cordoglio Cristiana Di San Marzano, Eliana Di Caro, Dacia Maraini, Mirella Serri, Paola Gaglianone, Dina Lauricella, Lia Levi, Francesca Sancin, Maria Cristina Blu e Linda Laura Sabbadini. (anc)

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