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Foto: streaming da rainews.it/tgr/emiliaromagna
Cdr 17 Mar 2026

«Carenza di organico», Tgr Emilia Romagna senza firme per protesta. La solidarietà del sindacato

La mobilitazione dei giornalisti della sede regionale, martedì 17 marzo 2026, «per difendere la qualità dell'informazione che offriamo alle cittadine e ai cittadini». Intanto «un collega assegnato alla cura di una rubrica nazionale viene fittiziamente conteggiato dall'azienda in forza effettiva alla redazione», stigmatizza l’Usigrai. L’Aser: «L’Azienda risolva al più presto la difficile situazione».

Niente firme al notiziario della Tg Rai Emilia-Romagna martedì 17 marzo 2026. Giornaliste e giornalisti della sede regionale protestano «nei confronti dell'azienda e della direzione di testata» lamentando che «da mesi lavoriamo in carenza di organico rispetto alla quota fissata dagli accordi sindacali firmati dalla Rai con Usigrai. Inoltre – si legge in una nota – la direzione di testata ha assegnato ad altro incarico uno dei componenti della redazione e l'azienda rifiuta sul tema ogni confronto sindacale».

Una protesta «per difendere la qualità dell'informazione che offriamo alle cittadine e ai cittadini della nostra regione», viene spiegato dal Comitato di redazione.

«La Rai – replica la direzione della testata – ha avviato un importante piano di rafforzamento delle redazioni regionali che prevede l'assunzione complessiva di 127 giornaliste e giornalisti. Anche i fabbisogni di organico della Tgr Emilia-Romagna saranno colmati, in linea con quanto stabilito dagli accordi. Per quanto riguarda l'assegnazione della cura di una rubrica nazionale a un caporedattore, la direzione ricorda che 'Officina Italia' è prodotta e realizzata anche dalla Tgr Emilia-Romagna, e il giornalista continua quindi a operare nell'ambito dell'attività editoriale della stessa redazione e della stessa testata».

Sul tema interviene anche il Coordinamento Cdr Tgr Usigrai. «Oltre ai vuoti negli organici che praticamente tutte le redazioni della Tgr da mesi, se non anni, devono sopportare, vista la lentezza con cui stanno procedendo le chiamate dei vincitori della selezione interna, la Tgr Emilia-Romagna – scrivono i Cdr – da più di un anno deve fare i conti con un'ulteriore carenza: un collega assegnato alla cura di una rubrica nazionale (e che quindi non può fornire alcun contributo) viene fittiziamente conteggiato dall'azienda in forza effettiva alla redazione. Un trucco contabile per nascondere questa carenza di organico (in tutto la redazione è -4 rispetto alla quota fissata dagli accordi Rai-Usigrai) e per risparmiare un'assunzione».

In questi mesi, proseguono i rappresentanti sindacali, «l'azienda ha eretto un muro e non ha voluto nemmeno discuterne col sindacato. Per questo, dopo un lungo stato di agitazione, e dopo essersi sobbarcati per mesi gli ulteriori carichi di lavoro derivanti da questa situazione oggi le giornaliste e i giornalisti della sede di Bologna ritirano le firme in segno di protesta e leggono un comunicato sindacale ai telespettatori. Prendiamo atto dalla replica del direttore della Tgr che recita 'il giornalista continua a operare nell'ambito dell'attività editoriale della stessa redazione e della stessa testata' che quindi condivide la linea aziendale che nega l'esistenza di fatto di questo vuoto di organico», si conclude la nota.

A manifestare preoccupazione è anche il direttivo dell'Aser, Associazione della stampa Emilia-Romagna, che esprime la «massima vicinanza e piena solidarietà alle colleghe e ai colleghi», auspicando «che l'azienda risolva al più presto la difficile situazione dell'organico». (mf)

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