Cerca nel sito
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Home  |  News  |  Internazionale
Internazionale | 01 Dic 2019
CONDIVIDI:

Caso Caruana Galizia, il premier Muscat: «Mi dimetterò dopo il 12 gennaio»

In un messaggio televisivo al Paese il primo ministro maltese ha annunciato che lascerà dopo l'elezione del nuovo leader del partito laburista. Nel pomeriggio migliaia di persone ne hanno chiesto le dimissioni immediate. Matthew Caruana Galizia su Twitter: «Domani saremo di nuovo in piazza».
Il primo ministro maltese Joseph Muscat (Foto: @mcaruanagalizia)

Il premier maltese Joseph Muscat ha annunciato questa sera, domenica 1 dicembre, in un messaggio televisivo al Paese, che si dimetterà dopo l'elezione del nuovo leader del partito laburista, un procedimento che prenderà avvio il 12 gennaio. «È quello che serve in questo momento. Ho sempre detto che un premier non dovrebbe servire per più di due legislature».

Muscat, sotto pressione alla luce degli sviluppi delle indagini sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia e delle manifestazioni di piazza che chiedono le sue dimissioni immediate, ha informato il presidente della sua decisione di lasciare l'incarico, ma solo dopo che sarà stato scelto il nuovo leader del partito.

A far precipitare la situazione, l'arresto il 20 novembre dell'imprenditore Yorgen Fenech, alla guida di una società segreta di base a Dubai, la 17 Black, alla quale sono risultati legati il capo di gabinetto di Muscat, Keith Schembri, e l'ex ministro Konrad Mizzi. 

«Non sono perfetto, ho i miei difetti... vi assicuro che ho dato tutto in cambio della fiducia che mi avete accordato», ha affermato Muscat nel messaggio alla nazione. «Ho promesso giustizia nel caso Caruana Galizia e ho mantenuto la parola: ci sono tre persone incriminate per il suo omicidio e abbiamo anche il presunto mandante», ha aggiunto.

Nel pomeriggio migliaia di persone sono scese in piazza a La Valletta chiedendo le dimissioni immediate del primo ministro per garantire che giustizia sia fatta sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia. In corteo, guidato dai familiari della giornalista, manifestanti hanno esposto cartelli con la scritta 'Giustizia' e hanno scandito slogan, come 'mafia', 'assassini', 'fuori adesso', 'Daphne vive'. Con un messaggio chiaro: quello di non identificare l'intero Paese con il suo attuale premier.

Commentando l'intervento in televisione di Muscat, il figlio di Daphne, Matthew Caruana Galizia ha annunciato: «Le persone torneranno di nuovo in strada domani».

 

@fnsisocial
  Vedi altre news

Articoli correlati

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Leggi di più