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Il presidente del Senato Pietro Grasso
Servizio pubblico 08 Apr 2016

"Caso Riina", Fnsi e Usigrai: «Perchè ha potuto visionare l'intervista prima di firmare la liberatoria?»

Ancora polemiche dopo la decisione dei vertici della Rai di mandare in onda il figlio del boss nella puntata di “Porta a Porta”. «La Rai deve una risposta a quanto denunciato da Pietro Grasso e quindi chiarisca: perché il presidente del Senato ha dovuto firmare la liberatoria prima di un’intervista, mentre Salvo Riina ha preteso e ottenuto di firmarla dopo aver visionato l'intervista e verificato che andasse bene?», chiedono Fnsi e Usigrai.

«La Rai deve una risposta a quanto denunciato dal presidente del Senato Pietro Grasso e quindi deve chiarire perché la seconda carica dello Stato è tenuta a firmare la liberatoria prima di un’intervista, mentre Salvo Riina ha preteso e ottenuto di firmarla dopo aver visionato l'intervista e verificato che andasse bene». È quanto chiedono all’azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario dell’Usigrai, Vittorio di Trapani.
All’indomani dell’audizione in commissione Antimafia dei vertici di viale Mazzini, continua dunque a tenere banco il "caso" dell’intervista al figlio di Totò Riina trasmessa da “Porta a Porta”.
«Ribadiamo che il tema non è chi viene intervistato, ma come e perché», proseguono Fnsi e Usigrai, che pongono quindi una serie di interrogativi: «Chi era presente alla visione dell'intervista per il via libera alla messa in onda da parte di Riina? E poi, tutti gli altri ospiti della trasmissione hanno avuto la stessa opportunità di firmare la liberatoria solo successivamente? E già che ci siamo, l'editore del libro ha detto, non smentito, che ad alcune domande Riina non ha voluto rispondere. Dove sono finiti quelle domande e quei silenzi? Perché non sono stati mandati in onda? Che fine hanno fatto l’etica e la deontologia della professione giornalistica? Queste domande non possono rimanere senza risposta. È bene non farsi distrarre dal tanto rumore e concentrarsi su questi punti fondamentali».
Il tema cruciale, concludono quindi i rappresentanti dei giornalisti italiani, è «l'idea di servizio pubblico che si vuole costruire. E quello a cui assistiamo oggi è uno degli effetti dell’azione combinata delle tante forze che lo vogliono smantellare».

@fnsisocial

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