«Con grande attenzione il governo segue l'editoria, crede nella libertà di stampa, nella necessità di informare le persone in un dibattito democratico e politico». Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, incontrando la redazione de La Sicilia, venerdì 16 gennaio 2026, nella sede del quotidiano nella storica Villa Scammacca, a Catania.
«Chi fa il giornalista oggi, con le difficoltà generali che ci sono, merita un plauso», ha anche osservato il vicepremier, aggiungendo: «Abbiamo bisogno dei giornali, abbiamo bisogno anche dei giovani si abituino a leggere. Io sono ancora legato al cartaceo, adesso magari la maggioranza legge online. Però il giornale ha sempre il suo fascino».
Tajani ha poi ribadito che «il governo ci tiene alla libertà di stampa, alla libertà di informazione. Siamo riusciti, anche in manovra - ha ricordato - a dare un segnale di attenzione al mondo dell'editoria. Avremmo voluto fare di più, ma come sapete la manovra quest'anno è stata condizionata dalla decisione di uscire dalla procedura di infrazione, quindi non abbiamo potuto investire come avremmo voluto. Però il segnale al mondo dell'editoria l'abbiamo dato».
Intrattenendosi con i colleghi, il vicepremier ha infine rilevato: «I giornali sono uno strumento utile per informare, per raccontare, ma anche per stimolare, anche per criticare, anche per spingere il governo quando magari può essere distratto o non sufficientemente attento ad alcuni problemi. Il compito della stampa è quello di pungolare, l'importante - ha concluso - è che sia sempre fatto tutto in buona fede. (mf)