«Il Cdr e la redazione de il Giornale si ritengono profondamente offesi dal comportamento dell'azienda e di parte dell'ufficio di direzione che hanno deciso di realizzare e mandare in edicola il Giornale di oggi nonostante lo sciopero dei giornalisti: era assente dalla redazione quasi il 90% dei giornalisti. Erano assenti praticamente tutte le redazioni Interni, Attualità, Cultura, Cronaca di Milano e Sport. L'economia aveva presente il 50% dei giornalisti. Un atteggiamento che lascia supporre l'idea che un giornale possa uscire anche se sedute dietro alla scrivania non ci sono neanche 10 persone». Lo scrive il Comitato di redazione de Il Giornale in una nota diffusa sabato 29 novembre 2025.
«Non certo il tipo di giornale che i redattori, anche e proprio con questo sciopero, intendono garantire ai lettori con il loro lavoro ogni giorno. L'azienda ha sottolineato nel comunicato di risposta allo sciopero di aver mandato in edicola "un quotidiano di qualità", "arricchito con contributi di firme apprezzate". Ci tocca prendere atto che tra le firme più apprezzate delle pagine sportive di oggi ci sia uno pseudonimo e non un pezzo firmato davvero. E questo è solo un esempio. Per quanto riguarda la qualità, a parte le pagine 'fredde' già realizzate nei giorni scorsi, e il massiccio utilizzo di collaboratori, l'unica notizia di rilievo specie per un Giornale come il nostro, ossia l'assalto Propal alla redazione della Stampa, è stato relegato a una riga di sommario a pagina 12».
Il Cdr e la redazione «intendono protestare contro questo atteggiamento offensivo e provocatorio nei confronti di tutti i redattori che quotidianamente lavorano per offrire con senso di responsabilità un giornale all'altezza della sua storia iniziata con Montanelli. Mentre la Fnsi, tramite la sua segretaria generale Alessandra Costante, ha comunicato al Cdr che saranno avviate tutte le procedure per valutare se sia stato attuato un comportamento antisindacale, il Cdr e la redazione si riservano il diritto di agire in altre sedi e con altre iniziative di protesta a tutela della dignità professionale e del lavoro dell'intera redazione. Ci tengono però a specificare in questo delicato momento di transizione, con l'arrivo del nuovo direttore Tommaso Cerno ormai imminente, che nessuna di queste azioni è in alcun modo collegata all'arrivo del nuovo direttore che la redazione e il Cdr attendono con grandi aspettative». (mf)