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Consiglio d'Europa, nel 2020 «enormi danni» alla libertà di stampa (Foto: @coe_ita)
Internazionale 28 Apr 2021

Consiglio d'Europa, nel 2020 «enormi danni» alla libertà di stampa

Il numero delle segnalazioni sulla Piattaforma per monitorare lo stato di salute del giornalismo nei 47 Paesi membri è aumentato del 40% rispetto all'anno precedente: su 201 casi, 52 riguardano attacchi fisici di cui sono stati vittime i giornalisti e 70 le minacce e le intimidazioni che hanno subito. Italia maglia nera: seconda solo alla Russia.

«Nel 2020 il giornalismo libero e indipendente ha subito enormi danni», come dimostra il numero record di segnalazioni sugli attacchi ai media e ai giornalisti registrati durante l'anno scorso sulla piattaforma creata dal Consiglio d'Europa per monitorare lo stato della libertà della stampa nei 47 Paesi membri, tra cui anche Turchia e Russia.

Il numero di segnalazioni nel 2020 è aumentato del 40% rispetto all'anno precedente. Sul totale di 201 casi segnalati, 52 riguardano attacchi fisici di cui sono stati vittime i giornalisti, e 70 le minacce e le intimidazioni che hanno subito durante il 2020.

I dati sono contenuti nell'ultimo Rapporto annuale redatto dalle 14 organizzazioni internazionali di giornalisti e per la libertà di stampa incaricate dal Consiglio d'Europa di gestire la piattaforma su cui sono pubblicate le segnalazioni sugli attacchi ai media e chi ci lavora nei 47 Stati membri.

Tra i Paesi maglia nera per segnalazioni alla Piattaforma l'Italia, che figura al secondo posto dopo la Russia, seguita da Serbia e Regno Unito. «Ma bisogna essere cauti nel comparare i dati di diversi Paesi», evidenzia Ricardo Gutierrez, segretario generale della Federazione europea dei giornalisti, spiegando che le segnalazioni dipendono anche da come lavorano le associazioni nazionali.

«L'Italia è un caso specifico, perché in questo Paese c'è una correlazione tra il numero di casi di violenza e quelli di intimidazione nei confronti dei giornalisti», rileva Gutierrez, che ricorda come molte delle segnalazioni sul Belpaese arrivino dalla Federazione nazionale della stampa. «D'altro canto – aggiunge – noi non segnaliamo tutti i casi, perché è impossibile, e il messaggio alle associazioni nazionali è di concentrarsi sui casi più importanti».

Secondo le organizzazioni che gestiscono la piattaforma per la difesa della libertà di stampa del Consiglio d'Europa, inoltre, c'è una sottostima degli episodi di violenza ai giornalisti nei Paesi del sud-est membri dell'organizzazione.

Per l'Italia, sulle 11 segnalazioni pubblicate nel 2020, 6 riguardavano attacchi fisici contro giornalisti, mentre in generale, «il numero di segnalazioni di attacchi fisici sui giornalisti negli Stati membri è raddoppiato tra il 2016 e il 2020, passando da 24 casi a 52», conclude Gutierrez.

PER APPROFONDIRE
Il rapporto 2021 della Piattaforma per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti è pubblicato a questo link.

@fnsisocial

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