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Internazionale | 03 Apr 2020
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Covid-19, il Consiglio d'Europa richiama gli Stati membri: «Nessuno minacci la libertà di stampa»

La denuncia della commissaria per i Diritti umani, Dunja Mijatovic: «La lotta alla disinformazione è una misura necessaria per proteggere la salute e la vita dei cittadini durante la pandemia, ma alcuni governi la stanno usando come pretesto per introdurre restrizioni sproporzionate ai media».
Dunja Mijatovic (Foto: coe.int)

«La lotta alla disinformazione è una misura necessaria per proteggere la salute e la vita dei cittadini durante la pandemia ma alcuni governi la stanno usando come pretesto per introdurre restrizioni sproporzionate alla libertà di stampa». Lo denuncia Dunja Mijatovic, commissaria per i Diritti umani del Consiglio d'Europa, che punta il dito contro le nuove leggi adottate in alcuni Stati membri, tra cui Ungheria e Russia, dove ora i giornalisti rischiano fino a 5 anni di prigione per la diffusione "di false informazioni".

La commissaria domanda con forza a tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa «che si mantenga la libertà di stampa e di garantire che le misure per combattere la disinformazione siano necessarie, proporzionate, e sottoposte a controlli regolari da parte dei parlamenti e degli organi nazionali per la difesa dei diritti umani».

Le misure adottate per lottare contro la disinformazione, continua Mijatovic, non devono mai impedire ai giornalisti di fare il loro lavoro o a bloccare senza ragione la pubblicazione di informazioni su internet. «Tutti i Paesi che hanno introdotto restrizioni che non rispettano questi standard devono ritirarle immediatamente», conclude Mijatovic.

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