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Istituzioni | 05 Mar 2021
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Editoria, il sottosegretario Moles: «Informazione bene primario, presto incontrerò tutti gli operatori»

«Nessuno sarà lasciato indietro», torna ad assicurare, rispondendo all'Adnkronos, l'esponente del governo Draghi, che auspica che «anche il comparto possa beneficiare dei fondi del Recovery Fund» e ricorda che in ballo ci sono «anche posti di lavoro».
Il sottosegretario con delega all'Editoria, Giuseppe Moles (Foto: @1giornodapecora)

Tutta l'editoria «ha bisogno di un sostegno vero per uscire da una crisi che è stata amplificata dal Covid», comprese la carta stampata e l'emittenza radiotelevisiva locale. E la speranza è che «anche l'intero comparto possa beneficiare dei fondi del Recovery Fund». Lo dice all'Adnkronos il neo sottosegretario all'Informazione e all'Editoria del governo Draghi, il senatore di Forza Italia Giuseppe Moles, che ribadisce: «Nessuno sarà lasciato indietro».

L'esponente azzurro è pronto a confrontarsi con tutti i rappresentati di categoria: «Ho cominciato ad esaminare una serie di dossier con l'importante supporto della struttura del Dipartimento editoria di palazzo Chigi. Mi auguro di poter iniziare già dalla prossima settimana, compatibilmente con la logistica e l'organizzazione degli uffici, che purtroppo ancora non si è realizzata, una serie di incontri con tutti gli operatori del settore».

«Spero – insiste Moles – che anche il comparto generale dell'editoria possa beneficiare dei fondi del Recovery Fund. E, comunque, a prescindere da questo, è necessario individuare anche per l'intero settore ogni forma di sostegno utile rispetto ai sacrifici fatti». E alla domanda: "Cosa ne pensa di tutto il mondo dell'editoria e dell'informazione?", il sottosegretario risponde: «La libera informazione, la libera e buona editoria, e quindi, la vera e corretta informazione a tutti i livelli sono per me uno dei pilastri fondamentali di una democrazia liberale e di un Paese democratico».

E ancora, in conclusione, Moles invita a non dimenticare che «l'editoria e l'informazione non sono solo corretta informazione e cultura, ma anche posti di lavoro».

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