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Editoria | 18 Ott 2019
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Editoria, Lorusso: «L'azione del governo contrasti il precariato»

Da Bari, dove partecipa al convegno "Il lavoro del giornalista nel nuovo millennio" organizzato da Legalilavoro, il segretario Fnsi commenta le anticipazioni del sottosegretario Martella sul futuro del settore: «Va espresso apprezzamento per le intenzioni dell'esecutivo. Ci confronteremo sugli atti. I cococo sono i rider della professione», dice.
Il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso

«Bisogna riconoscere che c'è, almeno a livello di dichiarazioni di volontà, un diverso approccio del governo ai temi che riguardano l'informazione», e «va espresso apprezzamento alle intenzioni dell'esecutivo di affrontare le criticità del settore e di rilanciarlo, anche con interventi ad hoc. Noi auspichiamo che questi interventi vadano nella direzione del sostegno al settore e soprattutto del sostegno al lavoro, con il contrasto al precariato». Lo ha detto il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso, commentando le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria, Andrea Martella, che ha annunciato, nel corso di un incontro con i giornalisti nella sede dell'Assostampa veneta, una nuova legge per il settore.

Lorusso ne ha parlato con i cronisti a margine del convegno in corso a Bari sul tema 'Il lavoro del giornalista nel nuovo millennio', organizzato da Legalilavoro e presieduto dall'avvocato Ettore Sbarra. «Non possiamo rassegnarci – ha aggiunto – all'idea che il precariato debba essere il tratto distintivo di questa professione. Questa professione riacquista credibilità se riporta al centro i temi del lavoro regolare. Non si può pretendere informazione di qualità da chi guadagna pochi euro per lavorare dalla mattina alla sera. Questo – ha concluso – è un tema che ci auguriamo che il governo voglia affrontare e portare a soluzione. Naturalmente ci confronteremo sugli atti».

Il segretario generale della Fnsi è anche tornato sull'incontro di ieri dedicato alla Gazzetta del Mezzogiorno. «Dopo molti mesi – ha osservato – c'è stato un tavolo governativo presieduto dal sottosegretario all'Editoria, Andrea Martella, e dal ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, che avevano ricevuto mandato dal presidente del Consiglio Conte. Per noi è molto importante la volontà del governo di affrontare una delle vertenze in questo momento più difficili e spinose del mondo dell'editoria italiana».

La società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno è gestita da amministratori giudiziari da settembre 2018, in seguito al sequestro con confisca delle quote societarie dell'editore Mario Ciancio Sanfilippo disposto dal tribunale di Catania, che ha riguardato anche il quotidiano La Sicilia di Catania. «È una vicenda – ha aggiunto Lorusso – che non riguarda solo un'azienda colpita dalla crisi del settore, come tante altre, ma che rischia di pagare per colpe non sue il fatto di essere finita in una procedura giudiziaria di sequestro con confisca, che quindi l'ha portata in una dimensione giuridica dove ad essere applicate devono essere non le leggi del settore ma le norme del codice antimafia».

Nel corso del suo intervento al convegno, infine, il segretario Fnsi ha ribadito: «I co.co.co. sono oggi sono i rider del settore dell'informazione. La figura del co.co.co. è diventata la forma più diffusa di aggiramento del contratto di lavoro giornalistico e uno dei principali ostacoli al rinnovo del contratto nazionale Fieg-Fnsi. La retribuzione media lorda dei 7.795 collaboratori attivi è 9.792 euro l'anno, sei volte inferiore alla retribuzione media di un giornalista assunto ex articolo 1 del contratto nazionale. L'informazione di qualità - ha concluso Lorusso  - non può prescindere dalla qualità del lavoro e dei diritti».

@fnsisocial
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