La crisi delle edicole è sotto gli occhi di tutti e si inserisce in un cambiamento più ampio che sta attraversando l'intero settore dell'editoria. Il governo nel 2025 ha stanziato 17 milioni di euro a sostegno del comparto, ma resta aperta la domanda su cosa si possa fare ancora per evitare lo spopolamento informativo e la desertificazione, soprattutto in aree fragili come quelle terremotate del Lazio, dove in molti casi le edicole non esistono più. Su questo tema è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Informazione e all'Editoria, Alberto Barachini, partecipando alla presentazione del rapporto 'Le Edicole del futuro - Il Futuro delle edicole' promosso dall'Associazione Stampa Romana e DataMediaHub a Roma, martedì 27 gennaio 2026.
Barachini in questa occasione ha annunciato «la volontà di proseguire anche nel 2026 con misure di sostegno mirate». «Dopo gli interventi del 2025 - ha assicurato - abbiamo intenzione anche nel 2026 di mettere in campo un sostegno mirato per la filiera delle edicole perché restino aperte nei centri delle nostre città, perché restino aperte la domenica, che è un giorno fondamentale per le persone per avvicinarsi al giornale, per appassionarsi alla lettura, per ritrovare quel gusto dell'approfondimento giornalistico che oggi è un po' meno vivace rispetto al passato. Ma noi ci crediamo: crediamo al simbolo che le edicole sono nelle città, sono un presidio, ma sono anche un ricordo costante di quanto l'informazione sia vicina alla comunità di ognuno di noi».
Un altro tema centrale - emerso dall'incontro – riguarda l'accessibilità ai giornali, soprattutto per le fasce di popolazione più anziane. In un contesto in cui ormai tutto viene consegnato a domicilio, alla domanda «Perché non pensare anche ai rider che consegnano i quotidiani?», Barachini ha risposto ricordando che «tutti i dati ci segnalano che i lettori più attenti sono le persone che hanno più di 55 anni, persone abituate a leggere su carta, che hanno passione per la lettura. Ma a volte, più si va avanti con gli anni, più diventa difficile muoversi: fare molti metri, a volte un chilometro, per trovare un'edicola può essere complesso. Allora il nostro stimolo è quello di spingere edicolanti ed editori a trovare accordi per portare il giornale soprattutto alle persone meno giovani. Crediamo che questa potrebbe essere una misura per incrementare fortemente le vendite proprio tra chi ha interesse, passione e tempo».
Inevitabile, poi, la domanda sul futuro del giornale nell'era della digitalizzazione e su quale visione stia maturando il governo. «La digitalizzazione è un processo naturale, ormai scontato in tutti i processi informativi. Noi seguiamo questa fase - ha ribadito il sottosegretario all'Editoria - e abbiamo fatto investimenti pubblici importanti per sostenere la modernizzazione dei sistemi editoriali: giornali, radio e tv locali. Abbiamo messo in campo misure a tutto campo, anche di sostegno alle assunzioni di giovani professionisti necessari per la digitalizzazione. Però i dati di oggi ci dicono che la digitalizzazione non basta: l'incremento delle copie o dei lettori digitali non sostiene il calo dei lettori tradizionali, perché i ricavi digitali non sono sufficienti a coprire la perdita di quelli tradizionali. Questo è il tema, e quindi bisogna mantenere in equilibrio entrambi i settori».
Infine, Barachini ha richiamato la necessità di un impegno politico trasversale sul sostegno all'informazione, riprendendo il tema emerso durante il dibattito parlamentare sulla proposta Verini. «Il sostegno all'informazione è un sostegno alla libertà democratica e alla partecipazione dei cittadini. Non può avere un colore politico: deve trovare la maggiore condivisione possibile in Parlamento. Per fortuna sono superate alcune fasi del passato in cui il sostegno pubblico non era considerato strategico. Dobbiamo continuare a lavorare per una condivisione completa e superare anche i confini nazionali, trovando un'unione di vedute anche in Europa per combattere una battaglia ancora più delicata, quella con i grandi Over the Top. Altrimenti i sistemi editoriali nazionali faticheranno sempre di più» ha poi concluso. (Adnkronos)