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Lutto | 07 Lug 2020
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Firenze, addio al giornalista Pino Rea. Il cordoglio della Fnsi e dell'Assostampa Toscana

Cronista dell'Ansa, di Repubblica e Paese Sera, fu presidente dell'Ast e consigliere nazionale di sindacato e Ordine. Lorusso: «Grazie alla sua passione tanti colleghi hanno scelto di impegnarsi negli enti della categoria». Bennucci: «Profondo dolore». Bartoli: «Scomparso un amico, collega e maestro».
Il giornalista Pino Rea

È morto in ospedale a Firenze, dove era ricoverato, Pino Rea, giornalista dell'Ansa fino a metà degli anni 2000, quando andò in pensione, e prima ancora corrispondente dalla Toscana per Repubblica e cronista di Paese Sera. Molto impegnato negli organismi della categoria, fu anche presidente dell'Associazione Stampa Toscana e del Gruppo Cronisti Toscani, consigliere nazionale della Fnsi e dell'Ordine, fra i promotori di Lsdi (Libertà di stampa diritto all'informazione) e di Isf, Informazione senza frontiere.

«Con Pino Rea il sindacato dei giornalisti perde il protagonista di tante battaglie per l'autonomia professionale e la difesa dei diritti, soprattutto dei più deboli. Oltre che per l'impegno sindacale, Pino Rea si è distinto per l'attività di ricerca, di studio e di analisi dei cambiamenti nel mondo dell'informazione e nel mondo del lavoro», ricorda il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.

«Il suo contributo – aggiunge – ha rappresentato un valido supporto all'attività sindacale. È grazie al suo impegno e alla sua passione che tanti colleghi hanno scelto di impegnarsi negli enti della categoria, seguendone l’esempio e gli insegnamenti. Mancherà a tutti noi».

Il funerale di Pino Rea si svolgerà mercoledì 8 luglio, alle 10, nella chiesa di Sant'Ambrogio, a Firenze.

Il cordoglio dell'Associazione Stampa Toscana
Con profondo dolore, il presidente Sandro Bennucci e tutti gli organismi dirigenti dell'Associazione Stampa Toscana annunciano la morte di Pino Rea, grande collega, già presidente dell'Ast e del Gruppo cronisti, e si stringono alla moglie e alle figlie in un affettuosissimo abbraccio. Pino, 76 anni, era uno dei cronisti più capaci e stimati, protagonista di battaglie sindacali soprattutto per i diritti dei giornalisti in prima linea e dei meno tutelati.
Pino Rea esordì nel giornalismo da giovanissimo. Nel 1975, a Firenze, fu redattore del quotidiano Il Nuovo e, subito dopo quella esperienza, diventò il primo corrispondente di Repubblica dalla Toscana, passando poi a Paese Sera e quindi all'agenzia Ansa dove ha svolto gran parte della carriera. Corrispondente anche del quotidiano Il Giorno, grande appassionato di musica e teatro, Rea è stato uno dei cronisti di giudiziaria di punta negli anni delle inchieste sul "mostro" di Firenze e sulle stragi mafiose del 1993, tra cui quella di via dei Georgofili che seguì per l'Ansa con uno scrupolo ed una professionalità che gli assicurarono il rispetto di investigatori e magistrati e l'ammirazione dei colleghi.
Forte e continuo, come detto, il suo impegno nel sindacato, dove, oltre ad essere stato presidente dell'Ast, fu componente della Commissione contratto della Fnsi e  del Comitato di redazione dell'Ansa. Va ricordato il suo impulso all'Unione nazionale cronisti, al fianco di Guido Columba. Proprio in Toscana, e grazie a Pino, l'Unci ebbe uno dei gruppi di riferimento più attivi. Successivamente, Rea  ricoprì la carica di consigliere nazionale dell'Ordine dei giornalisti e si distinse fra i promotori di Lsdi (Libertà di stampa diritto all'informazione) e di Isf, Informazione senza frontiere.
Ci mancheranno il suo slancio e la sua voglia di essere sempre al fianco dei colleghi in difficoltà.

Il presidente dell'Odg Toscana, Carlo Bartoli: «Addio a un amico, collega e maestro»
«Grande dolore per la scomparsa di un amico, di un collega e di un maestro con cui ho condiviso lavoro e impegno sia nel sindacato che nell'Ordine. Di Pino non dimenticheremo le tante battaglie, l'acume, l'intelligenza e la straordinaria umanità». Così Carlo Bartoli, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Toscana.

@fnsisocial
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