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Il segretario della Ligure, Fabio Azzolini (a sinistra) con il governato Giovanni Toti
Uffici Stampa 22 Gen 2020

Genova, presentato il concorso per giornalisti in Regione. Assostampa: «Bene anche il confronto sull'editoria»

Con la giunta presieduta da Giovanni Toti «è condivisa la preoccupazione per il rischio di un progressivo disimpegno delle aziende e di un impoverimento dell'offerta di informazione e dell'autonomia delle redazioni che presidiano il territorio», spiega il segretario del sindacato regionale, Fabio Azzolini.

È stato presentato a Genova il concorso pubblico per titoli ed esami che prevede l'assunzione in pianta organica di cinque giornalisti in Regione Liguria. All'iniziativa, insieme con il governatore Giovanni Toti, erano presenti il direttore generale per il Personale della Regione, Paolo Sottili, il segretario dell'Associazione Ligure dei giornalisti, Fabio Azzolini, il consigliere dell'Odg Liguria, Emanuele Rossi.

«La scadenza per presentare la domanda di partecipazione è il 14 febbraio – ha spiegato Sottili –. Il bando prevede l'assunzione a tempo pieno e indeterminato di cinque unità con profilo professionale 'Funzionario specialista nei rapporti con i media/giornalista pubblico'». Per il presidente della Regione, Toti, «è un segnale di attenzione alla comunicazione dovuta ai cittadini, agli elettori e agli organi di informazione, un modo limpido e trasparente di costruire la comunicazione degli enti pubblici».

Con la giunta della Regione Liguria, sottolinea Fabio Azzolini, «è avviato anche un confronto sullo stato dell'editoria ligure. È condivisa la preoccupazione per il rischio di un progressivo disimpegno delle aziende editoriali e quindi di un impoverimento dell'offerta di informazione e dell'autonomia delle redazioni che presidiano il territorio», osserva il segretario del sindacato regionale.

«Ancora in queste settimane – aggiunge – le aziende si propongono al confronto con il sindacato non già presentando proposte di innovazione e sviluppo, ma proponendo solo tagli dei costi. Tagli che, oltre ad essere inefficaci ai fini di ristorare i bilanci, depotenziano la rappresentazione dei bisogni delle comunità locali presso le sedi decisionali nazionali aggravando invece che mitigare gli effetti della crisi del settore».

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