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Andrea Riffeser Monti, ad di Editoriale Nazionale e presidente Fieg (Foto: ImagoEconomica/Fnsi)
Cdr 17 Gen 2026

Gruppo Editoriale Nazionale, i Cdr: «Ribadiamo la richiesta di chiarezza sulla trattativa con Lmdv»

Il Coordinamento dei Comitati di redazione di Qn, il Resto del Carlino, La Nazione, il Giorno e Quotidiano.net: «Seguiamo con molta tranquillità le notizie. Quello che manca è un vero progetto editoriale che porti finalmente il Gruppo al passo coi tempi»

«Continuiamo a leggere ricostruzioni fantasiose sugli umori e le posizioni della nostra redazione in relazione alla trattativa di vendita delle testate del Gruppo Monrif a una società che fa riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio, operazione che abbiamo appreso da comunicati stampa e sulla quale abbiamo avuto un unico confronto con la proprietà nel quale non ci sono state di fatto né smentite né conferme. Leggiamo che la redazione sarebbe in subbuglio, spaventata dai progetti di svecchiamento editoriale ipotizzati nel caso avvenga la vendita, insomma sulle barricate e preoccupata. È tutto falso. La redazione sta seguendo con attenzione le notizie relative alla trattativa per le testate e ai progetti sull'editoria di Del Vecchio, ma il tutto con molta tranquillità». Così il Coordinamento dei Comitati di redazione di Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidiano.net in una nota diffusa sabato 17 gennaio 2026.

I Cdr proseguono: «Ribadiamo quanto abbiamo già comunicato dopo un'assemblea con tutti i 300 giornalisti del Gruppo: vogliamo la tutela dell'occupazione, la difesa delle buste paga - falcidiate negli anni da sanguinosi piani di ristrutturazione -, il rispetto per testate storiche radicate da secoli in territori importanti, investimenti veri e strategie precise nel digitale (una carenza cronica) e soprattutto progetti solidi, concreti e sul lungo periodo che finalmente diano una prospettiva al Gruppo. In questi anni abbiamo lottato per difendere le redazioni locali, le retribuzioni e la nostra storia chiedendo investimenti (che non ci sono mai stati) sia sulla carta che sul web (dove anzi si è tagliato), piani editoriali seri e valorizzazione dei giornalisti. Purtroppo senza vere risposte: la logica del ridimensionamento e del tirare a campare ha sempre prevalso. Quello che manca qui è un vero progetto editoriale che porti finalmente il Gruppo al passo coi tempi, con redazioni dove i carichi di lavoro non siano esasperati, dove sia possibile lavorare al meglio sulla qualità dell'informazione senza la paura di altri tagli, dove finalmente sia dato spazio alle nuove generazioni: insomma modernità».

I Cdr concludono ribadendo «all'azienda la necessità di essere informati puntualmente sulla trattativa, così come chiediamo chiarezza - lo facciamo da mesi - anche sui futuri piani di riorganizzazione (è già stata annunciata la richiesta aziendale di aprire un nuovo stato di crisi con decine di prepensionamenti) e rispetto per un corpo redazionale responsabile che ha sempre guardato al bene comune e non a quello dei singoli». (anc)

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