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Rai 03 Gen 2014

Il servizio pubblico Rai compie sessanta anni Siddi: indispensabile per vita civile e coesione democratica

“In occasione dell’anniversario, l’augurio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana – Sindacato unitario dei giornalisti – è che i primi sessant’anni della Rai siano considerati da tutti per quello che sono e valgono: un indispensabile servizio  pubblico per la vita civile, la coesione democratica, l’espressione vitale del Paese in Italia e nel mondo. La Rai non soffre l’età matura  - è una riserva, invece, di energiie professionali e culturali e di risorse tecniche e industriali di prim’ordine – ma patisce oggi le ammaccature di un sistema di poteri che ne vuole il controllo sotto la tutela dei governi e delle maggioranze di turno, dovendo inoltre fare i conti con la mancanza di leggi organiche che la preservino dalle dominanze di conflitti d’interesse.

“In occasione dell’anniversario, l’augurio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana – Sindacato unitario dei giornalisti – è che i primi sessant’anni della Rai siano considerati da tutti per quello che sono e valgono: un indispensabile servizio  pubblico per la vita civile, la coesione democratica, l’espressione vitale del Paese in Italia e nel mondo. La Rai non soffre l’età matura  - è una riserva, invece, di energiie professionali e culturali e di risorse tecniche e industriali di prim’ordine – ma patisce oggi le ammaccature di un sistema di poteri che ne vuole il controllo sotto la tutela dei governi e delle maggioranze di turno, dovendo inoltre fare i conti con la mancanza di leggi organiche che la preservino dalle dominanze di conflitti d’interesse.

La Rai è una grande azienda culturale e industriale, un essenziale patrimonio pubblico che va riordinato e preservato, né va venduto e ancor meno svenduto, come taluni poteri forse vorrebbero, e come pensano anche alcuni circuiti del cosiddetto modernismo tecnocratico. La Rai è stata fucina di conoscenza, di promozione culturale, di identità nazionale fondamentale, nella fase di ricostruzione post bellica, e sviluppo del Paese.  Ora deve tornare ad essere più che mai centro informativo e culturale a garanzia del pluralismo e come promozione  dello spirito pubblico dei cittadini, con una adeguata riforma organizzativa che tenga conto di una indispensabile riqualificazione industriale. Gli auguri che vanno alla Rai in occasione dei sessant’anni sono gli auguri migliori perché sia liberata dalle interferenze dei conflitti d’interesse e sia dotata di una nuova ‘governance’ di garanzia veramente pubblica. C'è bisogno di  un servizio pubblico di indiscusso prestigio e di grande libertà. Il Sindacato nazionale dei giornalisti, la Fnsi, con quello dei colleghi della Rai – l'Usigrai - proteggerà questa bandiera affinché possa sventolare per tanti decenni, per lo sviluppo dell’identità del Paese”.

Auguri alla Rai per i suoi primi 60 anni. Sei decenni che hanno attraversato, segnato, raccontato la storia dell'Italia repubblicana. Ci auguriamo che il compleanno della Rai Tv - insieme a quello imminente dei 90 anni della radio - sia una occasione non solo celebrativa ma un momento per riflettere su come sarebbe l'Italia democratica senza il Servizio Pubblico. Se vogliamo evitare di cadere nella sterile retorica, abbiamo il dovere noi tutti - le sigle sindacali, il management aziendale, il governo e le forze politiche - di arrivare presto a quelle riforme - normative, organizzative ed editoriali - che restituiscano realmente la Rai ai cittadini.L'Usigrai rilancia a istituzioni e azienda la proposta di un tavolo trilaterale per costruire con coraggio il futuro, per costruire la nuova Rai Servizio Pubblico crossmediale, per costruire la Rai2016.
Esecutivo Usigrai

Oggi la Rai compie 60 anni e , al di là di ogni polemica, ci sembra doveroso ringraziare quante e quanti, ad ogni livello, hanno lavorato per rafforzare e tutelare il ruolo di un grande patrimonio pubblico che ,da più parti, si vorrebbe mettere in liquidazione o regalare ai soliti noti a prezzi da svendita.
Mai come in questo momento al governo e alla forze politiche spetterebbe il compito di portare a soluzione, insieme con la legge elettorale, il conflitto di interessi e di cambiare la fonte di nomina del consiglio della Rai recidendo ogni cordone ombelicale con gli esecutivi di turno e con le forze politiche prevalenti, come per altro continuano invano a chiedere le principali agenzie internazionali che si occupano della libertà dei media.
Questi sarebbero gli auguri migliori per questi " Primi" 60 anni del servizio pubblico e magari per poter continuare a festeggiare nuove candeline anche nel futuro.
Beppe Giulietti , portavoce Articolo21

@fnsisocial

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