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L'ospedale San Carlo di Potenza (Foto: comune.potenza.it)
Associazioni 13 Lug 2021

Imputazione coatta per due giornalisti del Quotidiano del Sud, Assostampa e Odg Basilicata al fianco dei colleghi

Ordinanza del gip del tribunale di Catanzaro nei confronti di Roberto Marino e Leo Amato in relazione alle cronache della vicenda giudiziaria apertasi, anni fa, sulla morte di una donna avvenuta nel 2013 all'ospedale San Carlo di Potenza. I rappresentanti della categoria: «Hanno solo svolto il loro lavoro».

L'Associazione della Stampa e l'Ordine dei giornalisti della Basilicata esprimono «solidarietà ai colleghi Roberto Marino e Leo Amato del Quotidiano del Sud insieme a una immutata fiducia nell'operato della Magistratura, in merito all'Ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catanzaro, che ha disposto l'imputazione coatta per i colleghi giornalisti in relazione alle cronache della vicenda giudiziaria apertasi, anni fa, sulla morte di una donna avvenuta nel 2013 all'ospedale San Carlo di Potenza». Lo affermano, in una nota congiunta, i rappresentanti dei giornalisti lucani.

«Il diritto di cronaca e di critica – proseguono – è un pilastro della democrazia. Non si fonda certo sul principio della infallibilità di giornali e giornalisti ai quali, qualora ritenuto necessario, si ha diritto di chiedere replica ed eventuali rettifiche. Ma non può neppure essere conculcato con lo strumento delle querele e dei veti. Né ci pare auspicabile la riproposizione di azioni giudiziarie a distanza di anni dai fatti accaduti».

L'Associazione della Stampa e l'Ordine dei giornalisti della Basilicata, «nel riaffermare il valore primario della libertà di stampa, che va sempre bilanciato con il rispetto della dignità delle persone, sono al fianco dei colleghi giornalisti diventati bersaglio di azioni giudiziarie per aver svolto il proprio lavoro dando conto di possibili condizionamenti nell'ambito della vicenda in oggetto. Il diritto di cronaca e di critica – concludono sindacato e Odg  – può essere svolto avendo come unico faro guida i principi affermati dalla Costituzione e il diritto di ogni cittadino a essere informato sui fatti di pubblico interesse».

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