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Editoria 23 Set 2016

La Città di Salerno, la senatrice Capacchione sollecita il governo a vigilare sulla cessione del quotidiano

La cessione della Città di Salerno alla So.Ge.P.Im Srl, holding della famiglia Lombardi-Scarlato, non convince la senatrice Rosaria Capacchione, segretaria della commissione Giustizia e giornalista, che ha presentato un’interrogazione per chiedere al governo se l’operazione «sia stata oggetto di opportune verifiche e vigilanza».


La cessione della Città di Salerno alla So.Ge.P.Im Srl, holding della famiglia Lombardi-Scarlato, non convince la senatrice Rosaria Capacchione, segretaria della commissione Giustizia e giornalista, che ha presentato un’interrogazione per chiedere al governo se l’operazione «sia stata oggetto di opportune verifiche e vigilanza».

«La So.Ge.P.Im Srl – scrive la parlamentare – fa capo a Giovanni Lombardi, imprenditore che opera nel campo sanitario, della grafica, dell’editoria e del calcio, il quale, nel corso delle proprie attività imprenditoriali ha avuto la proprietà di quote di diverse squadre calcistiche italiane, per poi diventare presidente della Casertana di cui era anche socio di maggioranza. Durante gli anni della sua esperienza ai vertici della società calcistica campana, Lombardi veniva colpito dal Daspo, il che lo induceva a cedere le proprie quote societarie all'imprenditore ed avvocato romano Luca Tilia, già presidente del Martina Franca, e nel corso di un ampliamento della compagine societaria della Casertana, Lombardi ha fatto da intermediatore per l'ingresso della società Il Nibbio che, con sede a Scafati, città di Lombardi, opera nel campo della sicurezza privata. Alla trattativa per tale cessione, come riportato da organi di stampa, avrebbe avuto parte attiva Roberto Conte, imprenditore a lungo coinvolto in inchieste giudiziarie e condannato per concorso esterno in associazione camorristica».

Alla luce di queste notizie, la senatrice Capacchione chiede «se la cessione del quotidiano la Città di Salerno sia stata oggetto di opportune verifiche e vigilanza, tanto più opportune trattandosi di un organo di stampa destinato, quindi, per sua stessa natura alla più ampia diffusione possibile e se ci sia il rischio che le opacità descritte in premessa per quanto attiene le attività imprenditoriali del Lombardi nel settore del calcio rischino di riverberarsi anche sulla nuova società editrice del citato quotidiano».

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