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Cdr | 15 Dic 2016
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La Guardia di Finanza nella sede del Sole 24 Ore, il Cdr: «L’azienda garantisca la massima trasparenza»

La Finanza è tornata nella sede del Sole 24 Ore per acquisire documenti utili all'indagine in corso per falso in bilancio e il Cdr chiede all'azienda di garantire la massima trasparenza su quanto sta accadendo: «Abbiamo chiesto di avere visione dell’esito dell’audit interno sulle copie digitali».
La Guardia di Finanza nella sede del Sole 24 Ore

Ieri ancora una volta il Sole 24 Ore è diventato notizia, non per i progetti di rilancio o performances brillanti, ma perché nella sede del giornale è tornata la Guardia di Finanza per acquisire una serie di documenti utili all’indagine in corso per falso in bilancio.

Il Cdr del quotidiano, oltre a ribadire «la massima fiducia nell’operato della magistratura», in una nota «augura che l’inchiesta dei pm di Milano possa concludersi in tempi rapidi e allo stesso tempo chiede all’azienda di tenere fede alla volontà di massima trasparenza in questo momento difficile. Una volontà espressa rispetto al proprio operato e che prendiamo anche noi in parola. Per questo abbiamo chiesto di avere visione dell’esito dell’audit interno sulle copie digitali e, in particolare, su quelle copie diffuse attraverso il canale della vendita “in blocco”, tra l’altro possibili oggetto di attenzione adesso da parte della procura».

L’indagine avrà il suo esito, rispetto al quale naturalmente oggi non c’è alcuna visibilità. «Ma sono altre – prosegue il Cdr – le assenze di visibilità che ci sconcertano. Perché rischiano di protrarre un’inerzia progettuale e organizzativa dalle pesanti ricadute sulla situazione economica del giornale, come testimonia del resto anche l’ultima trimestrale. A mancare è una guida autorevole del quotidiano premessa indispensabile per qualsiasi progetto di rilancio che non può non poggiare, tanto più in un momento critico come l’attuale, su una fortissima coesione tra direzione e redazione; a mancare è un piano industriale (ne è stato approvato uno dal consiglio di amministrazione scritto da un amministratore delegato non più presente in azienda) che individui obiettivi credibili e tempi certi per il loro raggiungimento, senza tentazioni “muscolari” di interventi sull’unica risorsa di un’azienda editoriale, il capitale umano costituito dalla redazione; a mancare è la chiarezza su una ricapitalizzazione divenuta  indispensabile e che dovrà essere coerente con il piano industriale per garantire uno sviluppo  non  velleitario».

Tante mancanze, troppe. «Che non attenuano – conclude il Comitato di redazione – la preoccupazione della redazione e semmai la rinforzano». 

@fnsisocial
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