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Foto: dire.it
Vertenze 21 Gen 2026

Dire, giornalisti di nuovo in sciopero. Il Cdr: «Ancora disatteso l’impegno sugli stipendi». La Fnsi al fianco dei colleghi

I cronisti dell’agenzia tornano ad astenersi dal lavoro mercoledì 21 gennaio 2026. I rappresentanti sindacali: «È rimasto inascoltato anche quanto sollecitato dalla premier Giorgia Meloni». Il sindacato: «L'azienda si metta immediatamente in regola con i pagamenti».

«Niente soldi, né certezze. Ancora. Nonostante quanto sollecitato anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha invitato l'editore dell'agenzia Dire a corrispondere gli stipendi mancanti, dopo l'avvenuta omologazione al piano di ristrutturazione del debito con l'Agenzia delle Entrate e la riattivazione della convenzione con Palazzo Chigi, e nonostante l'impegno dichiarato dallo stesso editore a risolvere la situazione, le lavoratrici e i lavoratori sono ad oggi senza chiarezza in merito a quando sarà corrisposto lo stipendio di dicembre. Inoltre, al piano di rientro degli arretrati prospettato dall'azienda è seguito un ritardo nella corresponsione di quanto promesso già per le prime due rate. Infine, siamo ancora in attesa che si concluda la questione per i colleghi 'ex sospesi' del gennaio 2024». Così, in una nota, il Cdr dell’agenzia Dire che «decide di proclamare una giornata di sciopero per oggi, 21 gennaio, sulla base del pacchetto di cinque giorni ottenuto dall'assemblea di redazione lo scorso 5 dicembre».

Il Cdr conclude esortando l'azienda «a porre fine una volta per tutte a questa situazione di incertezza che prosegue da troppi mesi, che ha messo a dura prova tutto il personale, arrivato allo stremo, provvedendo celermente ai pagamenti degli stipendi arretrati e portando al tavolo sindacale del 26 gennaio prossimo tutte le risposte e le garanzie chieste in questi lunghi mesi».

Al fianco dei colleghi la Federazione nazionale della Stampa italiana, che esprime «solidarietà ai giornalisti dell'agenzia di stampa Dire, oggi ancora in sciopero per protestare contro gli ennesimi ritardi nei pagamenti degli stipendi correnti e arretrati». Purtroppo, «l'azienda continua a non rispettare gli impegni presi con la redazione e non presenta credibili piani per riportare la situazione alla normalità», rileva il sindacato, che anticipa: «Lunedì, in un tavolo sindacale già convocato, la Fnsi, insieme con le Associazioni stampa delle regioni dove lavorano i giornalisti della Dire, chiederà nuovamente all'azienda precise garanzie sul futuro dell'agenzia, ma soprattutto di mettersi immediatamente in regola con il pagamento degli stipendi».

@fnsisocial

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