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Prime pagine di Repubblica di giovedì 8 gennaio 2026
Vertenze 08 Gen 2026

Repubblica, il Cdr dopo l'incontro con Gedi: «La trasparenza rimane un miraggio, lo stato di agitazione permane»

Le garanzie occupazionali e di linea politico-editoriale richieste dai giornalisti «sarebbero state comprese nel tavolo negoziale», tuttavia «non è detto che si materializzino nell'eventuale accordo», riferiscono i rappresentanti sindacali, che avvertono: «Continueremo a vigilare».

«Il Comitato di redazione, dopo l'incontro con i vertici del gruppo Gedi, prende atto del fatto che le garanzie occupazionali e di linea politico-editoriale da noi richieste all'editore un mese fa (quando Exor confermò la trattativa esclusiva con il gruppo greco Antenna per vendere l'azienda) sarebbero state comprese nel tavolo negoziale, e sarebbero oggi all'attenzione delle parti». Così il Cdr di Repubblica in un comunicato sindacale pubblicato mercoledì 7 gennaio 2026 anche sul sito web del quotidiano.

«Tuttavia – proseguono i rappresentanti sindacali – come ci hanno riferito i dirigenti del gruppo Gedi, non è detto che queste garanzie si materializzino nell'eventuale accordo, perché il negoziato "sarà ancora lungo e complesso", investe diverse altre tematiche ed è comunque sottoposto a vincoli di riservatezza. Serviranno, secondo loro, alcune settimane prima di arrivare all'eventuale sigla di un accordo vincolante, e altro tempo perché questo venga perfezionato».

Per il Comitato di redazione, «i fatti degli ultimi anni non aiutano in alcun modo ad aver fiducia. La trasparenza da noi richiesta rimane ancora un miraggio. Per questo permane lo stato di agitazione votato dall'assemblea, con i cinque giorni di sciopero affidati al Cdr. Continueremo a vigilare perché siano salvaguardati tutti gli aspetti fondanti della nostra professione e del nostro modo di fare giornalismo, che costituisce una storia di successo da cinquant'anni. Continueremo a far sentire la nostra voce, libera trasparente e pubblica. Invitiamo le nostre lettrici e i nostri lettori a seguirci e sostenerci in questa battaglia e nelle nostre iniziative; una battaglia – concludono i giornalisti – che non è solo nostra, ma riguarda tutte e tutti coloro che credono in "una certa idea di Paese"». (mf)

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