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Foto: dire.it
Cdr 09 Gen 2026

Dire, il Cdr: «Soddisfazione per le parole di Meloni, l’editore paghi celermente gli stipendi arretrati»

I rappresentanti sindacali: «La conferma della riattivazione del contratto di fornitura con la Presidenza del Consiglio è una buona notizia per la redazione».

«Il Cdr dell'agenzia di stampa Dire esprime soddisfazione per le parole della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sollecitato l'editore a corrispondere le retribuzioni arretrate, in linea con le richieste portate avanti da mesi dal Comitato di redazione insieme all'Assemblea delle giornaliste e dei giornalisti. La riattivazione del contratto di fornitura con la Presidenza del Consiglio, confermata oggi dalla presidente Meloni, è un fatto positivo per la redazione e per tutti i dipendenti». Lo si legge in una nota diffusa venerdì 9 gennaio 2026.

Il Cdr «prende atto che l'editore ha già annunciato il pagamento degli arretrati e il graduale ritorno alla normalità nel saldo degli stipendi, ma ritiene che quello presentato dall'azienda non possa essere considerato un piano definitivo né pienamente adeguato: le tempistiche restano troppo dilatate e non rispondono all'urgenza della situazione, né alla richiesta di rapido ripristino della dignità retributiva dei lavoratori. Per questo il Cdr chiede una revisione immediata del piano, con un calendario più stringente e vincolante, che includa il pagamento integrale di tutti gli arretrati, compresi quelli residui di gennaio 2024, senza ulteriori rinvii o rateazioni eccessivamente prolungate».

Il Comitato di redazione della Dire conclude: «L'obiettivo deve essere un ritorno reale alla normalità contrattuale e salariale, con tempi compatibili con le esigenze dei lavoratori». (anc)

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