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L'editore del Trentino condannato per condotta antisindacale
Vertenze 18 Giu 2021

L'editore del Trentino condannato per condotta antisindacale, Fnsi e Assostampa: «Ribadito il valore del contratto nazionale»

Il giudice ha ordinato la pubblicazione della sentenza su L'Adige, Il Corriere del Trentino e nel sito web del quotidiano online e di rifondere al sindacato la metà delle spese legali. L'edizione cartacea del giornale fu chiusa il 15 gennaio 2021, senza che sia stato consentito al Cdr di esperire le procedure di consultazione previste dall'articolo 34 del Ccnlg.

Il giudice del lavoro di Trento Giorgio Flaim ha condannato la società editrice del Trentino SIE SPA per comportamento antisindacale, ribadendo le prerogative del Comitato di redazione previste dall'articolo 34 del Contratto collettivo di lavoro giornalistico, sottoscritto dalla Federazione Editori e dalla Federazione nazionale della Stampa italiana. Lo rende noto un comunicato congiunto del Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige e della Fnsi.

«Il provvedimento depositato oggi a Trento – spiega il sindacato – ordina la pubblicazione della sentenza a spese dell'editore sull'L'Adige, su Il Corriere del Trentino, nonché nel sito internet del quotidiano online 'Trentino', e a rifondere al Sindacato dei giornalisti la metà delle spese legali».

Come si ricorderà, l'edizione cartacea del quotidiano Trentino – acquisito dal gruppo Athesia, di proprietà di Michl Ebner, cinque anni fa – fu chiusa con effetto immediato il 15 gennaio scorso per decisione dell'editore, con motivazioni ritenute dal sindacato pretestuose.

Per effetto di quella decisione, 19 redattori e 20 collaboratori hanno perso il posto di lavoro senza che sia mai stato consentito al Comitato di redazione, così come previsto dal Ccnlg, di esperire le procedure di consultazione previste dall'articolo 34. Constatata l'indisponibilità dell'editore a raggiungere qualsiasi accordo per attutire l'impatto sui livelli occupazionali, il Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige, assistito dall'avvocato Bruno Del Vecchio, è stato costretto a rivolgersi al giudice del lavoro.

«Questo provvedimento non restituirà ai colleghi i posti di lavoro, ma ribadisce un principio importante, quello cioè che l'editore è tenuto a rispettare le regole fissate dal contratto nazionale di lavoro giornalistico», affermano Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, e Rocco Cerone, segretario regionale del Trentino Alto Adige.

«È auspicabile – aggiungono – che questa vicenda possa consentire l'avvio di una riflessione, anche a livello governativo, sul mercato dell'informazione in Trentino Alto Adige e sulla necessità di garantire il pluralismo a fronte della posizione dominante acquisita dall'editore del gruppo Athesia, peraltro destinatario di contributi pubblici per l'editoria, anche sul versante della raccolta pubblicitaria. È tempo che il sottosegretario con delega all'editoria batta un colpo».

@fnsisocial

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