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Lutto | 14 Apr 2020
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Morto il giornalista Franco Lauro, volto di Rai Sport

Nato a Roma nel 1961, dopo aver lavorato per quotidiani locali e radio private della Capitale, l'esordio in tv nel 1981. In Rai dal 1984, per il servizio pubblico ha seguito Olimpiadi, Mondiali ed Europei di calcio e basket e condotto, fra le altre trasmissioni, Domenica Sportiva e Domenica Sprint. Aveva 58 anni.
Il giornalista Franco Lauro

Lutto nel giornalismo italiano, in particolare in quello sportivo: è morto Franco Lauro, volto noto di Rai Sport. Avrebbe compiuto 59 anni il prossimo ottobre. Il giornalista è stato trovato privo di vita nella sua abitazione, vittima di un improvviso malore. Appassionato di calcio e basket, esperto di calciomercato, Lauro è stato protagonista di numerose telecronache e negli ultimi anni era alla conduzione e all'approfondimento del notiziario sportivo Rai.

Nato a Roma nel 1961, dopo aver lavorato per quotidiani romani e collaborato con radio private della Capitale, dove si è occupato in prevalenza di notizie di calciomercato, l'esordio in tv nel 1981 in una emittente locale. Nel 1982-83 ha raccontato il campionato delle squadre di calcio capitoline nelle telecronache sull'emittente romana TeleRegione nella popolare trasmissione 'Roma e Lazio dal 1 minuto'.

Nel 1984 l'assunzione in Rai, per la quale ha commentato 8 Olimpiadi estive e una invernale (Torino 2006), 6 edizioni dei Mondiali di calcio, e altrettante degli Europei, 12 Europei di basket, 3 Mondiali di basket, i Goodwill Games del 1990 a Seattle, varie edizioni dei Giochi del Mediterraneo e Universiadi, oltre ad aver condotto Domenica Sportiva, Domenica Sprint, 90 minuto Serie B, 90 minuto Serie A, Dribbling Mondiali.

In uno dei suoi ultimi interventi durante la trasmissione sportiva 'Radio Goal' su Radio Kiss Kiss Napoli, parlando del futuro del mondo del pallone in Italia aveva detto: «Il calcio è il romanzo popolare più amato dagli italiani. Ci sono tanti legami che ci accompagnano negli anni. Tutelare la base del calcio è importante, significa tutelare tutto. Non si può pensare solo al vertice e alla Serie A. Se facciamo morire il calcio dilettantistico, la Serie C, il calcio femminile, facciamo un danno a tutto il movimento e a perdere ci va anche il vertice».  (Agi)

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