In una lettera pubblicata lunedì 2 novembre 2026 la Ifj, la Efj e vari sindacati nazionali di giornalisti tra cui la Federazione nazionale della Stampa italiana esprimono «forte solidarietà ai nostri colleghi in Repubblica Ceca: il Sindacato dei Giornalisti della Repubblica Ceca (Syndikát novinářů České republiky – SNČR), i dipendenti della Televisione Ceca (ČT) e della Radio Ceca (ČRo), e tutti i cittadini cechi che si battono per i media di servizio pubblico indipendenti».
Dopo aver rimarcato che i media «devono rimanere completamente liberi da influenze politiche» le organizzazioni di giornalisti dichiarano di seguire «con grande preoccupazione le azioni del governo del primo ministro Andrej Babiš. Sabato 24 ottobre 2026, alle 4:36 del mattino, la coalizione di governo ha approvato in prima lettura una legge che abolirebbe il canone di abbonamento per la televisione e la radio ceche. Le modifiche proposte renderebbero entrambe le emittenti pubbliche direttamente dipendenti dal bilancio statale, riducendone al contempo i finanziamenti di circa il 15%. Un simile modello di finanziamento apre le porte alle pressioni politiche e minaccia l'indipendenza editoriale».
Ifj, Efj e le loro affiliate sottolineano che «domenica 25 ottobre 2026, importanti manifestazioni contro le proposte di riforma dei media si sono svolte nella Piazza della Città Vecchia di Praga e in altre città del Paese. Il messaggio dei manifestanti era chiaro: i media pubblici devono rimanere indipendenti dalle influenze politiche. Queste manifestazioni dimostrano che i cittadini comprendono l'importanza del giornalismo indipendente. Ci ricordano inoltre che non si tratta solo di posti di lavoro e diritti professionali dei giornalisti, ma del diritto di ogni cittadino a ricevere informazioni affidabili e libere da interferenze politiche».
Per questo motivo, proseguono, «il 3 novembre saremo fermamente al fianco dei dipendenti della Televisione e della Radio Ceca che sciopereranno per salvaguardare il futuro dei media di servizio pubblico. Sosteniamo il loro diritto di organizzarsi, protestare e difendere la loro indipendenza professionale, la loro dignità sul lavoro e il diritto fondamentale del pubblico a un'informazione indipendente».
Nella lettera viene chiesto «alle autorità ceche di ritirare le misure che minacciano l'indipendenza dei media di servizio pubblico, di rispettare gli standard europei in materia di libertà di stampa e di garantire un finanziamento stabile, sostenibile e indipendente per la televisione e la radio ceche. Ai nostri colleghi nella Repubblica Ceca vogliamo inviare un messaggio chiaro: la vostra lotta fa parte di una battaglia europea comune per i media di servizio pubblico che siano al servizio dei cittadini, non del governo. I media di servizio pubblico appartengono ai cittadini. La loro indipendenza – conclude la lettera - non è un privilegio dei giornalisti, ma un diritto che appartiene a tutti noi». (anc)