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Un momento della presentazione del rapporto (Foto: da cospe.org)
Media 26 Giu 2026

Presentato l'VIII rapporto 'Illuminare le periferie': sugli esteri dai tg italiani attenzione su poche aree e scarso approfondimento

Nel periodo 2025/26 le notizie estere riguardano soprattutto politica (32%), guerre e conflitti (30%), cronaca (19%) e soft news (16%), mentre temi come immigrazione (2%) e terrorismo (1%) restano marginali. Il presidente Fnsi, Vittorio di Trapani: «Solo capire e conoscere ci può permettere di abbattere le distanze».

Si stabilizza la 'quota' di esteri nei tg italiani: negli ultimi tre anni le notizie internazionali rappresentano circa il 38% contro il 16,4% del 2012, primo anno preso in considerazione dal rapporto 'Illuminare le periferie. L'informazione sugli esteri', iniziativa di Cospe e Osservatorio di Pavia, presentato a Firenze venerdì 26 giugno 2026. Un report che analizza la copertura nei telegiornali di prima serata di Rai, Mediaset e La7 nel periodo 2012 - primo trimestre 2026. Il 2022 è stato l'anno con la copertura maggiore, 41,5%, con l'invasione russa dell'Ucraina, il 2014 il più basso con il 15,5%.

Tuttavia, è stato spiegato da Paola Barretta e Giuseppe Milazzo dell'Osservatorio di Pavia, una maggiore copertura non si traduce automaticamente in un'informazione più equilibrata o approfondita. Si tratta di un'attenzione mediatica reattiva e non strutturale che si accende sull'evento-spettacolo e concentrata su poche aree geopolitiche e sulle crisi più eclatanti, mentre interi continenti continuano a essere scarsamente rappresentati.

Nel periodo 2025/26 le notizie estere riguardano soprattutto politica (32%), guerre e conflitti (30%), cronaca (19%) e soft news (16%), mentre temi come immigrazione (2%) e terrorismo (1%) restano marginali. Lo squilibrio geografico è netto: Europa (44%), Asia, soprattutto col Medio Oriente (30%) e Nord America (21%) assorbono quasi tutta la copertura, mentre Africa (2,2%) Centro-Sud America (2,6%) restano ai margini.

Tra i network, La7 dedica agli esteri la quota più alta della propria agenda informativa (50%), seguita da Rai (40%) e Mediaset (34%).

Vittorio Di Trapani, presidente Fnsi, ha sottolineato l'utilità del rapporto, «perché solo capire e conoscere ci può permettere di abbattere le distanze, costruire i ponti ed evitare i muri che invece tutt'ora si continuano a costruire e che costituiscono la catena dell'odio». Ed ha poi citato la Flotilla in viaggio per Gaza: «Era un viaggio che era giusto raccontare, non solo perché aveva una finalità umanitaria. Dicevamo di illuminarlo, perché su quelle barche sta camminando anche il nostro diritto a sapere».

Anna Meli, presidente di Cospe, ha concluso: «I dati di questo rapporto mostrano ancora una volta la necessità di una informazione meno eurocentrica e un approfondimento e un'analisi più costante dei nuovi scenari globali. Quello che noi chiediamo sono spazi di approfondimento fuori dai tg che possano far capire davvero le dinamiche dei Paesi, non per forza legate alla questione della povertà e ai problemi legati ai conflitti». (anc)

PER APPROFONDIRE
Di seguito è possibile scaricare il rapporto in formato pdf:

@fnsisocial

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