«Se la premessa è l’invito alla rappresentanza sindacale ad evitare strumentalizzazioni o personalismi, vuol dire che il vertice Rai continua a non volersi assumere la responsabilità di quanto sta succedendo dopo la disastrosa telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi». Comitato di redazione e fiduciario di RaiSport replicano così, insieme con Usigrai e Fnsi, all'ad Giampaolo Rossi che – dopo le polemiche e la mobilitazione seguite alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi – convocando il direttore Petrecca, lunedì 9 febbraio 2026, ha anche invitato la redazione a evitare proteste che possano in qualche modo creare un danno alla Rai, in questa fase delicata in cui la tv pubblica è sotto gli occhi del mondo.
«Se per i vertici aziendali questa sarebbe "apertura al confronto", dopo un comportamento antisindacale e un silenzio assordante che va ormai avanti da venerdì, vuol dire che non hanno capito quello che sta vivendo una redazione impegnata 24 ore su 24 a offrire un racconto completo e professionale di queste Olimpiadi, da vero Servizio Pubblico, mentre da ogni parte continuano a piovere critiche su quanto è accaduto sotto gli occhi del mondo», rimarca il sindacato.
«Registriamo – incalzano Cdr e fiduciario – che nessuna decisione è stata assunta per riportare serenità nelle redazioni e dare un segnale di serietà ed impegno nei confronti delle giornaliste e dei giornalisti di Raisport. Incontreremo l'azienda con l'Usigrai e la Federazione nazionale della Stampa, ribadendo in apertura la legittimità dell'azione sindacale a difesa del lavoro e della dignità di redattrici e redattori della nostra testata. Perché lo sport è servizio Pubblico. Lo Sport è Rai». (mf)