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Il post di Gianpaolo Sarti su Facebook
Minacce 20 Mag 2026

Tributo a Grilz a Trieste, giornalista finisce in ospedale: la solidarietà dell’Assostampa Fvg

Gianpaolo Sarti, cronista del quotidiano Il Piccolo, è stato colpito con un pugno alla testa nel corso degli scontri verificatisi dopo la commemorazione.

«Saluti fascisti e poi scontri, un giornalista che finisce in ospedale. È andata nel peggiore dei modi a Trieste la commemorazione di Almerigo Grilz, il giornalista triestino e militante politico morto in Mozambico nel maggio del 1987, organizzata da alcuni movimenti di estrema destra». Lo si legge in un articolo pubblicato sul sito web della Tgr del Friuli-Venezia Giulia martedì 19 maggio 2026.

Il racconto dei fatti prosegue: «In via Paduina, davanti all’ex sede del Fronte della Gioventù, e vicino alla zona di passeggio di viale XX settembre, si sono schierate alcune decine di persone, che hanno scandito per tre volte "Onore al camerata Almerigo Grilz - Presente", tendendo il braccio nel saluto romano, al modo classico di un funerale fascista. Una quarantina le persone che invece hanno dato vita alla contro-manifestazione di protesta, in arrivo da viale XX settembre, e tenute a distanza da un cordone di agenti di Polizia e militari dei Carabinieri in assetto antisommossa. Improvvisamente, dopo la commemorazione, alcuni militanti di estrema destra - in reazione agli insulti che arrivavano dalla contro-manifestazione - si sono diretti, di corsa, verso gli antagonisti. Dopo un primo momento in cui sembrava tornata la calma, sono nati degli scontri, nei quali sono stati utilizzati, come armi improprie, anche sedie e tavolini dei locali pubblici della zona interessata».

La Tgr sottolinea: «La peggio è toccata a Gianpaolo Sarti, cronista del quotidiano Il Piccolo, che è stato colpito con un pugno alla testa, e ha dovuto essere ricoverato in ospedale. Le forze dell'ordine hanno respinto i militanti di sinistra, con gli scudi, verso viale XX Settembre, cercando di impedire che le due fazioni venissero a contatto. La situazione – conclude l’articolo - è tornata sotto controllo solo dopo una mezz'ora, senza che la tensione potesse dirsi completamente sciolta».

Sarti, con un post su Facebook, ha commentato quanto accaduto: «Una cosa ho sbagliato. Quando ormai ero per terra, colpito con un pugno a tradimento, nel riferire l'accaduto ai sanitari del 118 e ai colleghi giornalisti con me sul posto, ho definito l'aggressore "un animale". Ho sbagliato, non ha la dignità e l'infinita umanità di un animale. È un sottoprodotto culturale. Una persona evidentemente frustrata che si abbevera di violenza per dissetare il vuoto della sua vita».

Il giornalista si è poi rivolto direttamente a chi lo ha colpito: «Caro aggressore con la testa rasata, credo rasata non perché sei calvo come me, ma per altre ragioni, mi importa poco che tu sia di estrema destra, come penso, o faccia parte degli estremisti delle ale antagoniste. Mi importa constatare che le città è pesantemente cambiata. C'è un clima buio. E c'è gente che pensa di autodeterminarsi, per darsi un Senso, con la violenza. Come un tempo. Colpire un giornalista che stava semplicemente facendo il suo lavoro, è di una bassezza che ti qualifica. Quel pugno, pensaci, in fondo lo hai sferrato a te stesso. In realtà non provo odio nei tuoi confronti. Mi dispiace proprio per la tua persona. Io spero che tu possa capire, quando ti porterò davanti a un giudice, che la Vita è enormemente altro. Non sei un animale – conclude Sarti - ma la dolcezza di un animale ti potrebbe aiutare a cambiare dentro».

L’Assostampa Friuli-Venezia Giulia ha espresso «solidarietà e auguri di pronta guarigione al collega Sarti, colpito da un manifestante “con la testa rasata” mentre svolgeva il suo lavoro». (anc)

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