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La polemica | 19 Nov 2019
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Usigrai: «Di Maio e Renzi distanti su tutto tranne quando si tratta di colpire la libertà della Rai»

«M5S e Italia Viva trovano piena convergenza nel colpire il Servizio Pubblico. Del resto, è storia antica: quando bisogna racimolare consensi si tira fuori la carta della riduzione del canone», denunciano i giornalisti di viale Mazzini. Che al governo chiedono: «Dica se vuole mettere in ginocchio la Rai».
Usigrai: «Di Maio e Renzi distanti su tutto tranne quando si tratta di colpire la Rai»

«Distanti su tutto, ma pienamente d'accordo quando si tratta di colpire la libertà della Rai Servizio Pubblico. Il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio e Italia Viva di Matteo Renzi improvvisamente trovano piena convergenza nel colpire la Rai. Del resto, è storia antica: quando bisogna racimolare consensi si tira fuori la carta della riduzione del canone». È quanto denuncia, in una nota, l'Esecutivo Usigrai.

«Se vogliono davvero una Rai sana e libera – aggiungono i rappresentanti dei giornalisti del Servizio Pubblico – non devono fare altro che togliere le mani dall'azienda e approvare in parlamento una legge di riforma. Dal testo Gentiloni a quello Fico passando per quello Tana De Zulueta, le proposte già esistono: basta calendarizzare e votare. O forse preferiscono fare demagogia sul canone la mattina e occupare le poltrone Rai la sera».

In una seconda nota, l'Usigrai torna sulla questione del canone, rivolgendosi, questa volta, al governo e al ministro dello Sviluppo Economico, Patuanelli.

«È incredibile che ciclicamente parta una campagna di disinformazione sul canone. E allora ricordiamo, anche al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli, alcune cose: come ampiamente documentato, la Rai ha già visto ridursi gli introiti da canone, tornando ai livelli 2013; su 90 euro, solo 74 arrivano alla Rai: lo Stato trattiene 340 milioni di euro; il Contratto di Servizio prevede che il piano industriale sia progettato 'sulla base della definizione di adeguate risorse, rese disponibili dalle quote di canone destinate al Servizio Pubblico'. Cambiare le carte in tavola a partita in corso è una violazione del Contratto», scrive l'Esecutivo.

A questo punto, concludono i giornalisti Rai, «il governo deve dire se vuole lo sviluppo della Rai Servizio Pubblico nell'interesse dei cittadini, o se invece vuole mettere in ginocchio la Rai, con le ovvie conseguenze dal punto di vista occupazionale».

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