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Anniversario | 16 Ott 2020
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Vent'anni fa l'omicidio di Antonio Russo. Lorusso: «Al fianco di Radio Radicale nel chiedere verità»

Il segretario generale Fnsi è intervenuto all'iniziativa organizzata dall'emittente a Montecitorio in occasione dell'anniversario dell'assassinio. «Auspico che l'accesso all'archivio digitale delle sue testimonianze dal mondo possa consentire di conoscere la sua passione e il suo impegno», ha rilevato.
Un momento dell'iniziativa di Radio Radicale alla Camera dei Deputati

«Ribadisco la vicinanza della Federazione nazionale della Stampa italiana a Radio Radicale e ai familiari di Antonio Russo in questo 20esimo anniversario della sua barbara uccisione in Georgia, con l'augurio che l'iniziativa di digitalizzare l'archivio delle sue testimonianze dal mondo possa consentire anche a chi non ha conosciuto Antonio Russo di rendersi conto del suo impegno professionale, dell'energia e della passione che metteva nel suo lavoro di illuminare quei territori in cui si consumano conflitti spesso dimenticati, che restano lontani dai riflettori della grande stampa». Lo ha detto Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, intervenendo all'iniziativa in ricordo del corrispondente dell'emittente ucciso in circostanze ancora misteriose il 16 ottobre 2000.

«Ritengo – ha aggiunto – che nel ricordo di Antonio Russo debba rinnovarsi l'impegno di tutti noi per cercare di assicurare verità e giustizia a chi ha dato la vita per informare, come Daphne Caruana Galizia, di cui ricorre oggi il terzo anniversario dell'uccisione a Malta. Continueremo, insieme ad Articolo21 e a Radio Radicale, sempre vicina alle battaglie del sindacato, a fare da scorta mediatica a loro e a tutti i cronisti che finiscono nel mirino per via del loro lavoro».

«Mi auguro anche – ha concluso il segretario Fnsi – che il lavoro di digitalizzazione dell'archivio di Radio Radicale possa far riflettere coloro che fino a qualche mese fa ipotizzavano provvedimenti che sarebbero andati nella direzione di ridimensionare, se non proprio azzerare, l'impegno che Radio Radicale porta avanti da decenni: dare voce a tutte le differenze e diversità, ospitando dibattiti e dando spazio a opinioni spesso contrapposte. Questa è l'essenza di chi fa informazione e di Radio Radicale. Continueremo la battaglia per assicurare che Radio Radicale e tutte le testate che si impegnano per dare voce alle differenze, ai territori lontani, alle piccole realtà, possano continuare a ricevere il sostegno dello Stato. Perché sostenere il pluralismo dell'informazione significa sostenere la formazione dell'opinione pubblica. E queste è la forza della democrazia».

In apertura, il direttore di Radio Radicale, Alessio Falconio, ha ricordato «il radicale giornalista, come amava definirsi, che seguiva per la Radio le guerre più difficili, meno illuminate, dimenticate. E per questo – ha detto – è stato ucciso».

Per Roberto Natale, presente in rappresentanza dell'associazione Articolo21, fondamentale «è il ruolo che l'Europa può avere nella difesa dei diritti umani, del giornalismo, della libertà di informazione e del lavoro dei giornalisti: chiediamo all'Europa di 'fare l'Europa' e di essere coerente – ha evidenziato – con i valori cui dice di ispirarsi».

All'iniziativa hanno partecipato parlamentari e giornalisti che hanno ricordato la figura di Antonio Russo, fra cui Roberto Giachetti, Maurizio Turco, Anna Zafesova. Il sottosegretario all'Editoria, Andrea Martella, impegnato a Ronchi dei Legionari alla cerimonia in ricordo di Daphne Caruana Galizia, ha inviato un messaggio.

@fnsisocial
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