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'Bastardi islamici', assolto Belpietro
Sentenze 18 Dic 2017

'Bastardi islamici', Maurizio Belpietro assolto dall'accusa di 'offese a una confessione religiosa'

Per il tribunale di Milano 'il fatto non sussiste'. Il titolo comparve su 'Libero', quotidiano all'epoca da lui diretto, dopo la strage di Parigi. «Non c'era alcuna intenzione di offendere e di sostenere che tutti gli islamici sono bastardi», ha commentato l'attuale direttore de 'La Verità'.

Maurizio Belpietro, ora direttore de 'La Verità', è stato assolto dall'accusa di "offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone", aggravate dalla finalità di odio razziale, per il titolo 'Bastardi islamici' che comparve su 'Libero', quotidiano all'epoca da lui diretto, il 13 novembre 2015 dopo la strage di Parigi. Lo ha deciso il Tribunale di Milano, per il quale "il fatto non sussiste".

«Quando abbiamo fatto quel titolo per noi era scontato che ci si riferisse ai terroristi, perché 'islamici' era aggettivo relazionale del sostantivo 'bastardi' e serviva a definire la matrice islamica degli attentati e non ho scritto, infatti, 'bastardi musulmani'». Aveva spiegato il direttore Belpietro, difeso dal legale Valentina Ramella, durante l'esame in aula.

«La lingua italiana è chiara – aveva aggiunto Belpietro davanti al giudice Anna Calabi – basta andare su google e digitare 'islamico' e si può leggere 'aggettivo'». Il titolo scatenò polemiche «strumentali – aveva osservato – perché si cerca di far sparire il fatto che c'è qualcuno che ammazza in nome dell'Islam».

Per il pm Piero Basilone, che aveva chiesto la condanna a una multa da 8.300 euro, «il titolo 'Bastardi islamici' è un insulto generalizzato a un miliardo e mezzo di fedeli islamici, molti dei quali vittime di attentati terroristici». Secondo il pm, Belpietro doveva essere condannato in quanto era «perfettamente consapevole di offendere» con una «espressione che ha generato grande frustrazione nella comunità musulmana».

Il Caim, Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano e Monza, che si era costituito parte civile ed era stato ammesso dal giudice, aveva chiesto un risarcimento di 350mila euro e una provvisionale da 100mila euro.

«Non so quali siano le motivazioni con cui sono stato assolto, immagino che il giudice abbia ritenuto che ciò che ho spiegato in aula e che io ho sempre detto è assolutamente fondato, ossia che non c'era alcuna intenzione di offendere e di sostenere che tutti gli islamici sono bastardi. L'intenzione era semplicemente di sostenere che i bastardi sono quelli che hanno assassinato quelle persone». È stato il commento di Belpietro dopo l'assoluzione.

Il processo era scaturito dalle querele depositate in procura da una decina di musulmani. Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra quindici giorni.

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