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Appuntamenti | 14 Ott 2020
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'Con la guerra negli occhi', a Crescentino una mostra per ricordare Mimmo Càndito

Gli scatti inediti del giornalista della Stampa scomparso il 3 marzo 2018 saranno ospitati dal 17 al 31 ottobre 2020 nella ex Chiesa della Resurrezione del comune in provincia di Vercelli.
Il giornalista Mimmo Càndito (Foto: ucsi.it)

Sabato 17 ottobre, alle 16, a Crescentino (Vercelli) sarà inaugurata, nella ex Chiesa della Resurrezione, la mostra fotografica 'Con la guerra negli occhi. Memorie fotografiche di un reporter di guerra'. La  mostra, organizzata dal Centro Studi Internazionali di Geopolitica in collaborazione con il Comune di Crescentino raccoglie fotografie inedite scattate dal giornalista scomparso il 3 marzo 2018.

«L’esposizione – si legge sul sito web del Comune – è curata dal professor Maurizio Primo Carandini, mentre in città sarà realizzata dal Comune in collaborazione con il Circolo Filatelico e Numismatico Crescentinese e la parrocchia della Beata Vergine Assunta che ha messo a disposizione gratuitamente il locale. Su una trentina di grandi pannelli esposti in uno dei più importanti edifici storici di Crescentino scorreranno decine di immagini: ragazzini con la kefiah che giocano su un carro armato, la Somalia devastata dalla guerra civile e il genocidio in Ruanda, poi il Nicaragua di Noriega, l'Iraq di Saddam (e del presidente Usa Bush padre), la Libia di Gheddafi: tutte fotografie inedite che Mimmo Càndito, scattava con le sue Nikon».

La mostra, sarà visitabile fino al 31 ottobre, dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 19 e nei giorni di venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

«Ospitiamo con grande piacere la mostra dedicata al compianto Mimmo Càndito – commenta il sindaco Vittorio Ferrero – un uomo vero, un grande essere umano, che amava le persone e ne raccontava le sue esperienze. Durante i suoi innumerevoli viaggi di lavoro, nei teatri di guerra più difficili e delicati, ha saputo cogliere in scatti fotografici gli attimi della storia, mentre essa gli passava davanti agli occhi. Un crescentinese d'adozione che tanto amava la nostra città e a cui siamo tutti affezionati».

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