A 47 anni dall’omicidio di Mario Francese, cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, ucciso a colpi di pistola mentre stava tornando a casa, Assostampa Sicilia torna a ricordarlo con il Gruppo cronisti in viale Campania a Palermo lunedì 26 gennaio alle 9:30. Saranno presenti con il figlio Giulio davanti alla targa che ricorda, in viale Campania, il giornalista ucciso dalla mafia nel 1979 per Assostampa il segretario regionale Giuseppe Rizzuto, il vicesegretario vicario Roberto Leone, la segretaria regionale del Gruppo cronisti siciliani Claudia Brunetto, il segretario provinciale di Assostampa Palermo Gianluca Caltanissetta, la presidente del gruppo pensionati siciliani Claudia Mirto, il presidente dell’ Ordine dei giornalisti di Sicilia Concetto Mannisi ed il presidente dell’Inpgi Roberto Ginex. A ricordare Mario Francese ci saranno il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il sindaco Roberto Lagalla assieme al vicesindaco Giampiero Cannella ed all’assessore Maurizio Carta. Quindi una numerosa rappresentanza di magistrati con Carlo Salvatore Hamel, presidente della sezione di Palermo-Trapani della Anm, il presidente della corte d’Appello Matteo Frasca, la procuratrice dei minori Claudia Caramanna e il presidente del tribunale di Sorveglianza Nicola Mazzamuto. Presenti, inoltre, il questore Vito Calvino e in rappresentanza della guardia di finanza Domenico Napolitano, dell’esercito Francesco Principe, dei carabinieri Luciano Magrini, della polizia municipale Angelo Colucciello, dei vigili del fuoco Fabrizio Ganci.
Numerosa la rappresentanza degli studenti con le delegazioni dell’IIS “Duca degli Abruzzi-Einaudi-Pareto” di Palermo accompagnati dai docenti Liliana Ursi, referente legalità dell’istituto, Vanda Egidi e Simona Lacagnina, e dell’istituto Marconi che proprio l’anno scorso ha intitolato a Mario Francese uno dei suoi plessi.
Mario Francese aveva 54 anni, quando venne ucciso e le sue inchieste giornalistiche furono, come sottolinea la sentenza di condanna di appello oltre che per Bagarella, per Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Raffaele Ganci e Francesco Madonia: «Il movente dell'omicidio Francese è sicuramente ricollegabile allo straordinario impegno civile con cui la vittima aveva compiuto un'approfondita ricostruzione delle più complesse e rilevanti vicende di mafia degli anni '70». (anc)