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Istituzioni | 12 Nov 2020
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Editoria 5.0 e Recovery Plan, Martella: «Entro novembre un tavolo fra governo, Fieg e Fnsi»

Accolta dal sottosegretario la proposta avanzata dal segretario Lorusso durante l'incontro con la Giunta esecutiva e le Assostampa. Molti i nodi da sciogliere, «con lo sguardo rivolto al futuro» hanno concordato l'esponente dell'esecutivo e i vertici del sindacato. Fra questi anche la Rai e le agenzie di stampa, la crisi della Gazzetta del Mezzogiorno e il futuro dell'Inpgi, il carcere per i cronisti, le querele bavaglio, il contrasto a precariato e disuguaglianze.
Un momento dell'incontro in videoconferenza con il sottosegretario Andrea Martella
Un momento dell'incontro in videoconferenza con il sottosegretario Andrea Martella
Un momento dell'incontro in videoconferenza con il sottosegretario Andrea Martella

Un tavolo di confronto fra governo, Federazione degli editori e sindacato unico e unitario dei giornalisti per affrontare i nodi della riforma del settore dell'informazione, alla luce delle criticità acuite dalla crisi pandemica e delle opportunità offerte dal Recovery Plan. È la proposta avanzata dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, subito accolta e rilanciata dal sottosegretario all'editoria, Andrea Martella, durante l'incontro in videoconferenza con la giunta esecutiva della Federazione nazionale della Stampa italiana e i rappresentanti delle Associazioni regionali di Stampa. «Entro novembre convocherò Fnsi e Fieg per discutere dello stato dell'informazione e dell'editoria per mettere al centro il tema degli investimenti e del lavoro», ha spiegato il sottosegretario.

Al centro del confronto, «che in questi mesi – ha sottolineato Martella – è stato costante e proficuo», i progetti dell'esecutivo per rilanciate e sviluppare il settore e le proposte del sindacato, che «sono quelle elaborate al Congresso della Stampa italiana di Levico e saranno ampliate e approfondire insieme con gli organismi della categoria», ha anticipato Lorusso.

E dunque, fra gli altri: la tenuta dell'occupazione e interventi per la qualità del lavoro, il contrasto al precariato e al finto lavoro autonomo, l'equo compenso e il risanamento dell'Inpgi, l'uso degli ammortizzatori sociali e la piaga dei pensionati che, in redazione o fuori dalle redazioni, continuano a lavorare boicottando il ricambio generazionale e l'innovazione, la necessaria transizione al digitale e le risorse necessarie a metterla in pratica, l'applicazione di nuove norme sul diritto d'autore, le crisi in atto, come nel caso della Gazzetta del Mezzogiorno e del Giornale di Sicilia, e le difficoltà crescenti delle aziende editoriali, con conseguenti richieste di riorganizzazione, che significano tagli alle retribuzioni e al personale.

Per il segretario generale della Fnsi, «è il momento di uscire dall'emergenza ed entrare in una logica di interventi strutturali, andare oltre le ristrutturazioni e i prepensionamenti per immaginare nuovi equilibri. Il Recovery Plan è inserito in un piano chiamato Next generation Eu. Ci auguriamo – ha rilevato Lorusso – che in Italia il piano serva ad aprire una finestra sul futuro e non sia un piano per la "past generation"».

Numerosi gli interventi dei membri di Giunta e dei rappresentanti regionali, che hanno portato all'attenzione del sottosegretario le specifiche criticità dei territori, dalla "crisi nella crisi" del Meridione alle difficoltà delle pubblicazioni per le minoranze linguistiche ai troppi piccoli comuni che restano senza giornali perché per i distributori non è conveniente portarli in aree difficili da raggiungere.

«Occorre una riforma complessiva del settore che riassuma tutte le materie, una riforma 5.0 che parta da un tavolo con il sindacato unitario dei giornalisti», ha ribadito il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, auspicando un incontro con il premier Conte. «In Parlamento – ha poi osservato – è passato un emendamento per impedire le scalate a Mediaset al grido di 'lo chiede l'Europa'. Ma l'Europa ha chiesto anche l'abolizione del carcere per i giornalisti e di intervenire sulle querele bavaglio, oltreché sulla Rai. Il grido 'lo vuole l'Europa' è bellissimo, ma va applicato anche a questi campi».

Il sottosegretario Martella, dopo aver ricordato gli interventi già posti in essere in questi mesi di emergenza sanitaria, raccogliendo le sollecitazioni dei partecipanti, ha tratteggiato gli interventi allo studio del governo, approfondendo alcuni temi, fra cui quelli della Rai (che necessita di «una riforma in grado di mettere la più grande azienda culturale del Paese al passo con i tempi»), delle agenzie di stampa (per le quali nel 2021 l'esecutivo intende elaborare un nuovo sistema di assegnazione delle convenzioni con la pubblica amministrazione) e dell'Inpgi.

«Abbiamo fatto una serie di proposte, che sono ancora in discussione e in elaborazione», ha anticipato a tal proposito Martella. «Si parla – ha aggiunto – dell'ingresso dei comunicatori e della possibilità di risanare l'Istituto e credo che sia un lavoro fondamentale che deve continuare. Mi auguro questo risultato possa essere inserito in legge di Bilancio. Stiamo attendendo una quantificazione».

I progetti elaborati in questi mesi nell'ambito del «cantiere 5.0» in coerenza con le linee guida sul Recovery Fund approvate dal Parlamento, andranno approvati a gennaio dalla Commissione Ue per essere finanziati con risorse che «devono andare anche a vantaggio del sistema dei media, per rafforzare pluralismo e qualità dell'informazione», ha spiegato, infine, il sottosegretario all'Editoria, che ha anche anticipato i tre filoni sui quali si è concentrata l'analisi del governo: la trasformazione tecnologica e digitale con la previsione di adottare per i servizi dell'informazione gli incentivi già previsti per le imprese manifatturiere con incentivi indiretti; gli investimenti sulle professionalità e i lavoratori, così da sostenere il turn over generazionale e l'assunzione di giovani con competenze nell'innovazione digitale anche attraverso crediti di imposta e contributivi; la valorizzazione del lavoro giornalistico, scoraggiando ogni forma di elusione e di dumping contrattuale e lavorando per affrontare il tema della dignità del lavoro e del contrasto precarietà, «in un intervento – ha concluso Martella – che si possa realizzare mi auguro in un clima di positivo confronto a partire da questo tavolo che convocherò entro il mese di novembre».

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